Insegue e afferra una donna per toccarle i piedi: condannato a venti mesi di carcere

Venerdì 14 Febbraio 2020 di Teodora Poeta
Il tribunale di Teramo
Aveva avvicinato una giovane donna sotto il parcheggio multipiano San Gabriele di Teramo, privo di custode e di vigilanza, e dopo averle detto che aveva dei bellissimi piedi, le disse pure che voleva leccarglieli e baciarla. E’ stato condannato, ieri, ad un anno e 8 mesi di reclusione D.C., il 29enne teramano di Sant’Atto, accusato di violenza sessuale nei confronti di una coetanea che lo scorso 24 luglio, alle 13, era andata nel parcheggio per riprendere la propria auto nella pausa pranzo dal lavoro. I due non si conoscevano. Improvvisamente quell’uomo gli è spuntato alle spalle. Sul piano in quel momento non c’era nessuno come poi la 29enne ha raccontato nella denuncia presentata ai Carabinieri lo stesso giorno.

E’ stata una perizia psichiatrica, disposta dal Tribunale in fase di dibattimento (difensore dell’imputato è l’avvocato Stefania D’Addario, ndr) a stabilire che D.C., ancora detenuto per questa causa, era capace di intendere e volere al momento del fatto, quando poi guardando la donna, le disse: «Ti hanno mai detto che hai dei bellissimi piedi. Sono arrivato sin qui per dirtelo». E’ stato a quel punto che si inginocchiò e aggiunse: «Ti voglio baciare e leccare i piedi», come si legge pure nel capo d’imputazione. Frasi alle quali seguirono i gesti. Perché dopo il 29enne afferrò con forza le gambe della sua vittima, «impedendole così di fuggire alla presa, le tolse una scarpa e avvicinò una gamba al suo volto per baciarla fino a fotografarla con il suo cellulare nelle parti intime, tanto da eccitarsi e sbottonarsi i pantaloni».

Un racconto che sembra interminabile, ma che in realtà si è svolto in pochi minuti perché poi la donna ha avuto la forza e la prontezza di reagire e di riuscire a fuggire. E’ stato allora che ha chiamato il fidanzato e insieme si sono immediatamente recati dai Carabinieri per denunciare l’accaduto. Grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza del parcheggio, quindi, l’imputato è stato subito identificato e poi arrestato su ordinanza di custodia cautelare. Davanti al gip, in fase di interrogatorio, il 29enne rigettò le accuse, sostenendo di aver fatto solo degli apprezzamenti. A processo c’è finito con un giudizio immediato chiesto dal pm titolare dell’inchiesta, il pm Francesca Zani. Ieri, in aula, l’accusa aveva chiesto 6 anni di reclusione e ora non è escluso, dopo che si conosceranno le motivazioni della sentenza, che la Procura faccia Appello. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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