Annegati nel fiume, «in paese li conoscevano tutti»:
Scerni piange Silvia e Giuseppe

Annegati nel fiume, «in paese li conoscevano tutti»: Scerni piange Silvia e Giuseppe
di Antonino Dolce
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SCERNE -  È il giorno dell'immenso dolore per la comunità di Scerni che alle 16.30 di questo pomeriggio darà l'ultimo saluto a Silvia D'Ercole e Giuseppe Pirocchi, la coppia deceduta dopo essere disgraziatamente finita nel fiume Orta, a Caramanico terme. Entrambi 32enni, due figli di 8 e 5 anni, non erano ancora sposati, vivevano in località Bardella. La notizia ha sconvolto i parenti, gli amici e i semplici conoscenti. Una storia come tante, iniziata tra giovani di due piccoli comuni limitrofi, lui era originario di Pollutri, tanti sacrifici per mettere su famiglia cancellati in pochi terribili istanti. Lei lavorava come infermiera a Teramo, dopo un periodo nelle Marche, lui invece era impiegato nella Sevel di Atessa che produce i Fiat Ducato. Una famiglia unita che aveva deciso di trascorrere la giornata festiva del Primo maggio a Caramanico Terme.
In paese non c'è molta voglia di parlare, «Li conoscevamo un po' tutti dicono alcuni amici di famiglia frequentavamo gli stessi locali, una coppia solare e sorridente». Il terribile lutto ha colpito tutto il Vastese, il padre di lei, Giuseppe, insegna scienze all'Istituto industriale Mattei di Vasto; lo zio Donato, invece è l'ex sindaco di Scerni. È lui a smentire categoricamente l'ipotesi secondo la quale alla base della caduta ci sia stato il tentativo di scattare una foto: «Non stavano facendo nessun selfie quando è accaduta la disgrazia», ha detto mentre si trovava nell'obitorio dell'ospedale di Chieti dove i due corpi sono stati ricomposti.

COLPA DELLA MELMA
Le altre nipoti avrebbero raccontato di una fatale caduta avvenuta a causa della melma presente a riva. Silvia è finita così in acqua, Giuseppe ha provato a soccorrerla cadendo anche lui nel fiume che in quella suggestiva zona la piana dei Luchi si incanala in vorticose rapide venendone inghiottito. I due corpi sono stati recuperati dopo ricerche non facili dal Soccorso alpino e dai vigili del fuoco mezzo chilometro più a valle. La tragica notizia si era già diffusa nella serata di festa, dopo che i carabinieri avevano avvisato l'attuale primo cittadino Ottaviano D'Alfonso. Ieri il sindaco ha istituito una giornata di lutto cittadino invitando «Le organizzazioni sociali, culturali e produttive del Comune di Scerni, a esprimere, autonomamente e secondo le forme che riterranno opportune, il proprio cordoglio alla famiglie D'Ercole e Pirocchi». «Il dolore è tanto dice Abbiamo ricevuto anche la vicinanza da parte del sindaco di Caramanico, Simone Angelucci».

«UN SORRISO INDIMENTICABILE»
La coppia era conosciuta anche nella vicina Cupello, paese di origine della mamma di Silvia, Maria Carmela. Proprio il giorno prima, tutta la famiglia aveva partecipato al Festival del carciofo; qui la notizia ha fatto irruzione nella serata conclusiva lasciando sgomenti i tanti volontari al lavoro. «Oggi non rimane che ricordarli nella preghiera e dedicare a loro le cose più belle di questo lungo week end», il pensiero del sindaco Manuele Marcovecchio. I pensieri di chi li conosceva scorrono oggi su Facebook, «Quella che doveva essere una giornata meravigliosa da trascorrere in famiglia si è trasformata in tragedia. Riposa in pace e veglia sui tuoi figli Silvia, non dimenticherò mai il tuo sorriso», scrive un'amica. Una tragica fatalità che ha colpito una giovane coppia lasciando due bambini senza genitori e tanti interrogativi insoluti. Cercherà di dare un minimo di conforto ai familiari e rispondere ai numerosi perché don Graziano Fabiani, parroco di Scerni che celebrerà la funzione religiosa nella chiesa di località San Giacomo.

L'INCHIESTA
Sul fronte delle indagini, i due corpi erano stati trasportati all'obitorio dell'ospedale di Chieti per la ricognizione cadaverica. Il magistrato del tribunale di Pescara, Valentina D'Agostino, ieri ha disposto la restituzione delle salme alla famiglia. La tragedia è avvenuta davanti a tante persone ritrovatesi a Caramanico per una scampagnata. I carabinieri di Popoli hanno ascoltato diversi testimoni oculari. Sembrerebbe ormai chiara la fatalità. I due pare si fossero allontanati per osservare più da vicino il canyon dove scorrono le rapide di Santa Lucia, un'imprudenza sulla riva scivolosa che per la giovane coppia è risultata fatale.

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Mercoledì 3 Maggio 2017, 15:39