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In fuga dalla Capitale per trovare tranquillità all'Aquila: «Ma qui è impossibile»

In fuga dalla Capitale per trovare tranquillità all'Aquila: «Ma qui è impossibile»
di Marianna Galeota
3 Minuti di Lettura
Giovedì 28 Luglio 2022, 19:46

L'AQUILA - Sono arrivati all'Aquila mesi fa per cambiare vita, fuggendo dal caos del quartiere Testaccio di Roma. L'obiettivo era ricominciare da zero in Abruzzo, lasciando casa e lavoro nella capitale e comprandone una in centro storico. E' la storia del romano Gianluca Rossi, di sua moglie e dei suoi due figli che oggi vivono in centro, dal quale tuttavia, dopo 5 mesi, vorrebbero «scappare via».

Lo racconta lo stesso Rossi, parlando di continue notti insonni, tra schiamazzi, urla e musica ad alto volume fino a tardi. «Siamo venuti in Abruzzo e siamo stati per sei mesi  a casa di mia suocera non lontano dall'Aquila per poi trasferirci a marzo in centro, aprendo peraltro un mutuo - spiega - Siamo qui perché i genitori di mia moglie sono abruzzesi, anche se hanno sempre vissuto a Roma e, una volta in pensione, sono tornati al loro paese». «Non volevamo più vivere in una città invivibile e abbiamo pensato di venire in Abruzzo. Non volevamo più fare business, l'obiettivo era quello di migliorare la nostra qualità della vita potendoci dedicare di più i nostri figli - racconta - Abbiamo, nello specifico, un progetto che vorremmo realizzare di una fattoria per autosostentamento, ma a causa del covid non ci è stato possibile ancora farlo e allora, nel frattempo, abbiamo visto questa casa, peraltro vicina a quella di alcuni parenti e l'abbiamo acquistata.

Ci aveva accennato che ci fossero problemi notturni, ma noi venivamo da Testaccio, il clou della movida a Roma, e quindi abbiamo creduto che L'Aquila al confronto non fosse nulla. Credevamo di trovare pace e invece abbiamo dovuto ricrederci. I problemi che stiamo riscontrando qui non li abbiamo mai avuti nemmeno a Roma. Pensavamo che qui fosse possibile una vita tranquilla in cui poter uscire a passeggio con il giornale sotto il braccio e salutare il negoziante amico. Non è stato così e lo abbiamo capito quasi subito, quando ormai però avevamo già comprato casa». Rossi racconta di un crescendo, da marzo ad oggi, di serate e nottate di caos, proprio sotto al suo portone. «Di notte è impossibile dormire e i miei bambini la mattina devono andare a scuola - aggiunge - Ogni sera c'è musica ad alto volume fino a tardi, grida e risse.

Per non parlare del mio portone che ormai è stato preso per un orinatoio. E' difficile vivere in questo modo per una famiglia che vuole semplicemente condurre una vita normale. Capita che siamo costretti a chiamare le forze dell'ordine che a volte tuttavia sono impegnate in altri interventi. Ho scritto anche al sindaco, ma non ho avuto ad oggi ancora risposta. E' necessario, a mio avviso, che questa vita notturna, che pur deve esserci, vada  regolamentata per permettere alla gente di vivere. C'è bisogno inoltre di più vigilanza che renda sicure le persone che vivono in centro». Rossi sottolinea che, pur volendo vendere o affittare la sua casa, sarebbe impossibile. «Chi la comprerebbe? A chi dovrei affittarla? Una famiglia? Non potrei neppure farci un b&b data la sua ubicazione vicinissima a due locali - conclude - Le case in centro storico si stanno deprezzando proprio per questo motivo. Le persone che non vogliono tornare nelle proprie abitazioni tentano di vendere, anzi, di svenderle, ma nessuno comprerebbe casa a queste condizioni».

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