Di Benedetto e il riscatto degli elettori moderati che hanno trovato il loro alfiere

Di Benedetto e il riscatto degli elettori moderati che hanno trovato il loro alfiere
di Angelo De Nicola
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Mercoledì 12 Aprile 2017, 11:14
"Detto Chicco". Ecco cosa, più di tutto, descrive il nuovo astro nascente della politica aquilana Americo Di Benedetto, Chicco, vincitore delle primarie da record (oltre 10mila votanti) che lo hanno sancito candidato sindaco del centrosinistra battendo il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, alla vigilia dato per favorito. Chicco era quando ha fatto (facendosi apprezzare, e parecchio) il sindaco del piccolo, Comune di Acciano. Chicco è stato come presidente a lungo dell'Ordine dei commercialisti. Chicco come primo a credere in Renzi, in tempi non sospetti. Chicco è come presidente dell'ente idrico Gran Sasso Acqua che ha gestito («fin troppo bene», secondo le critiche dei detrattori secondo cui la presenza alle urne di alcune imprese edili coinvolte nei lavori è stata invasiva) il più corposo appalto post sisma, i Sottoservizi. Chicco è oggi come stravincitore delle primarie. Americo Di Benedetto è rimasto sempre Chicco. Ed è questo il suo segreto. Sempre la stessa linea. Un neo-democristiano, insomma.
Il moderatismo, unito all'immagine di efficientismo, di Americo Di Benedetto sono alla base del miracolo di partecipazione che sono state le primarie nella città ferita: è andato alle urne il 25% della media di votanti (circa 40mila) delle passate elezioni. Un record che nel Paese non ha eguali e difficilmente ne avrà. E' come se, in proporzione, alle Primarie 2016 del centrosinistra a Roma fossero andate a votare 250mila persone invece delle 50mila registrate con la vittoria di Giachetti.
Un dato straordinario. Una partecipazione entusiasmante. Che sarebbe riduttivo leggere, nonostante certe provocazioni come il blitz ai seggi dell'ex senatore Enzo Lombardi e altri esponenti di dichiaratissima fede anti-sinistrorsa, con un tentativo di inquinare il voto. Affatto. A dispetto dei dieci anni a trazione rossa con Cialente, la maggioranza degli aquilani resta moderata. E i moderati da tempo non hanno casa e voce visto il totale annacquamento nell'ala ex comunista degli ex Dc margheritini mentre i centristi di destra, se non su Scherzi a parte, sono quanto meno alle comiche.
Così, nel rispetto del vecchio adagio democristiano che le elezioni si vincono al centro, l'elettore medio ha trovato in Di Benedetto l'alfiere per dare scacco al Re, facendo saltare il progetto, a trazione via Paganica e con Gianni Lolli padrino, che prevedeva la dolorosa rinuncia all'unico consigliere (non c'è nemmeno all'opposizione...) che rappresentasse la città capoluogo all'Emiciclo. Un progetto che evidentemente è stato ritenuto alquanto singolare se addirittura sospetto.
Le primarie comportano questi rischi. Ma sono anche delle grandi opportunità. I moderati aquilani le hanno colte tutte ed hanno finalmente potuto dire la loro, dando una mano decisiva (sono loro quasi duemila votanti in più del già record di 8.000 delle primarie che incoronarono Cialente nel 2007) alla vittoria di Di Benedetto.
E ora tocca a Chicco ascoltare questi cittadini che vogliono soltanto dire la loro nella ricostruzione.

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