CORONAVIRUS

Il lockdown in mostra raccontato dagli scatti di Costanzo D'Angelo

Sabato 1 Agosto 2020 di Giuseppe Ritucci
La foto
Sessantanove foto, una per ogni giorno di lockdown. Sono i "Risvegli" raccontati da Costanzo D'Angelo nella sua mostra inaugurata ieri sera a palazzo Mattioli. Il fotografo - molisano d'origine e vastese d'adozione- , nei mesi dell'emergenza Coronavirus ha documentato ciò che accadeva in città. «Dopo una decina di giorni dal lockdown - racconta D'Angelo - ho deciso di documentare questo periodo così particolare che stavamo vivendo. La mia licenza mi dava possibilità di lavorare e così, con il massimo rispetto delle regole, ho iniziato a girare la città per fotografare come le persone stavano vivendo quei giorni». In due mesi e mezzo ha collezionato oltre 20mila scatti tra lavoro dei sanitari in ospedale, la protezione civile, gli insegnanti alle prese con la didattica a distanza, i servizi di consegna della spesa, i pochi negozi aperti. E poi le funzioni religiose, come quelle del periodo pasquale, nelle chiese a porte chiuse. Significative anche le immagini di una città deserta che però continuava ad esprimere la sua bellezza. «Quando ho iniziato questo percorso non sapevo quanto sarebbe durato, nessuno di noi sapeva cosa sarebbe accaduto. Sono stati giorni lunghissimi ed ecco che la mostra si apre con la data del primo giorno di isolamento ma si chiude con ciò che è avvenuto anche dopo la ripartenza». Ci sono le immagini del primo matrimonio celebrato in chiesa nella fase 2 «per rappresentare la speranza vissuta da tutti in quei momenti». Non può mancare la foto che ha fatto il giro del mondo con milioni di condivisioni, "Risvegli all'italiana", che immortala il passaggio del vassoio con il caffè tra due dirimpettai in un vicolo del centro. «Nelle foto, che è stato difficile selezionare, c'è il racconto di quelle che sono state le azioni della città, i momenti più forti. È un omaggio all'essere umano e alla pazienza che ha avuto nel vivere questo periodo storico. Ci sono foto di sofferenza e ritratti di chi ha svolto un ruolo prezioso per gli altri. Un vissuto che ha accomunato tutti noi italiani, vediamo immagini che sono scattate a Vasto ma potrebbero essere state riprese in qualunque città del nostro Paese». È una mostra che racconta anche molto di chi ha realizzato gli scatti. «Molte persone hanno scoperto che c’è un fotografo che ha una visione particolare della fotografia - spiega Costanzo D'Angelo -. A me piace molto il reportage, mi piace documentare. Sono tutte immagini di momenti in cui ho vissuto delle esperienze e le ho fotografate». © RIPRODUZIONE RISERVATA