Il Cardinale Giuseppe Petrocchi ricevuto in udienza da Papa Francesco

Martedì 27 Ottobre 2020 di Federica Farda
Il cardinale Giuseppe Petrocchi con Papa Francesco

L'AQUILA - Ieri mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza l’arcivescovo aquilano cardinale Giuseppe Petrocchi. L’incontro non era legato alla nomina di ieri di monsignor Enrico Feroci elevato alla porpora cardinalizia bensì al ruolo del metropolita quale presidente della commissione di studio sul diaconato femminile, l’incarico conferitogli dal Pontefice nella sorsa primavera.

Il capo della Curia aquilana nel colloquio a Santa Marta era, infatti, accompagnato dal reverendo Denis Dupont-Fauville, segretario della stessa Commissione. Certamente non sarà mancato un accenno all’ulteriore regalo fatto da Bergoglio alla Diocesi del capoluogo abruzzese inserendo nella lista dei 13 nuovi porporati, a cui sarà consegnata la berretta nel concistoro del prossimo 28 novembre un figlio del territorio aquilano.

Il nuovo cardinale Enrico Feroci, già direttore della Caritas di Roma e attualmente rettore del Divino Amore, è nato a Pizzoli a fine agosto del 1940 e nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano a Monte ha ricevuto il primo sacramento, quello del battesimo. Non ha mai rescisso il legame con il suo paese natio: negli anni passati in estate presso la casa parrocchiale di Sant’Ambrogio portava i ragazzi romani della sua parrocchia per i campi vacanza.

E poi nel comune dell’Alta Valle dell’Aterno tuttora vivono dei nipoti che lui viene a trovare spesso come sono frequenti anche le sue visite al cimitero dove riposano i suoi parenti.

Nella lista dei 13 diramata ieri da Papa Francesco colpisce il fatto che tra i sei italiani, di cui tre over 80 (compreso monsignor Feroci) quindi senza diritto di voto in caso di conclave, ha prevalso più di tutti il profilo spirituale su quello geografico prediligendo chi si spende per gli ultimi, così, ad esempio, l’arcivescovo di Siena Paolo Augusto Lojudice, il francescano padre Mauro Gambetti, custode del Sacro convento di Assisi, il cappuccino fra Raniero Cantalamessa, predicatore della casa pontificia.

Ancora una volta, quindi, non sono state premiate le sedi cardinalizie tradizionali, quali, Milano, Torino, Venezia, Palermo e all’estero, Parigi e Los Angeles. Al contrario, la Diocesi aquilana “ha” una doppia porpora e monsignor Enrico Feroci è sempre stato vicino alla povertà: ha diretto la Caritas romana.

Curioso il fatto che, tra i neonominati, figurino anche l’afroamericano, il primo nella storia, Wilton Daniel Gregory, arcivescovo di Washington, noto per le sue posizioni a favore della comunità Lgbt e per polemiche con Trump, e il metropolita Celestino Aos Braco, arcivescovo di Santiago del Cile, singolarmente “vicino”, seppur per caso fortuito, al capoluogo abruzzese sia per il nome di battesimo che per la data di nascita: 6 aprile 1945.

Federica Farda

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