Guerra per l'accattonaggio, giovane accusa un uomo per tentato stupro

Giovedì 10 Ottobre 2019
Invidie sul business dell’accattonaggio dietro la presunta violenza carnale ad una giovane nigeriana. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale dell’Aquila, Guendalina Buccella, ha rinviato a giudizio ieri, Born Tony, il nigeriano di 26 anni, residente insieme ad altri connazionali in un appartamento in via Savini, arrestato nel giugno di due anni fa, dopo le indagini portate avanti dagli agenti della Squadra volante della Questura. L’accusa è di tentata violenza sessuale e lesioni personali.  In particolare l’imputato è accusato di aver aggredito la giovane connazionale dopo il suo ennesimo rifiuto della stessa di fare sesso con lui. Il giovane ha provato a violentarla, secondo la denuncia, e dopo averla colpita ripetutamente con calci e pugni all’addome, con minacce di morte, l’ha ferita con un coltello all’avambraccio destro.

In sede di interrogatorio di garanzia il giovane aveva negato ogni addebito, riconducendo la grave vicenda giudiziaria, secondo la propria versione dei fatti, ad un’accusa del tutto inventata, una vendetta personale, in quanto egli da tempo avrebbe individuato nel supermercato nei pressi del cimitero, il luogo in cui monetizzare dall’accattonaggio. Ad incastrare l’arrestato non solo la denuncia presentata dalla parte offesa ed i referti medici del Pronto soccorso (si tratta di una connazionale che aveva chiesto ed ottenuto ospitalità dall’indagato) ma anche da un testimone oculare (anche lui nigeriano, arrestato con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti negli stessi giorni sempre in via Savini) che avrebbe raccontato delle avances dell’arrestato nei riguardi della giovane connazionale.   © RIPRODUZIONE RISERVATA

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