Pescara, guardia giurata presa a morsi da una tossicodipendente all'ospedale

Giovedì 20 Settembre 2018
Ancora aggressioni all'interno dell'ospedale Santo Spirito di Pescara. Dopo il poliziotto del posto fisso preso a pugni, nello scorso mese di agosto, da un rom nella sala d'attesa del pronto soccorso, ieri è toccato ad una guardia giurata dell'istituto di vigilanza Aquila. Mentre stava svolgendo il suo lavoro, è stato preso a morsi da una 43enne, tossicodipendente, affetta da varie patologie anche piuttosto serie legate proprio all'assunzione di droga. Per questo, la guardia giurata ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso e avviare tutte le profilassi del caso.

L'episodio si è verificato, ieri mattina, attorno alle 10. Accortosi che la donna, che ha precedenti ed è anche destinataria di un foglio di via, stava infastidendo nell'atrio i visitatori con richieste pressanti di soldi, le si è avvicinato dicendole di smetterla e di andarsene via. Lei, per tutta risposta, si è infilata in un ascensore. La guardia l'ha raggiunta e, a questo punto, è scattata l'aggressione. La donna prima gli ha versato una bottiglietta d'acqua addosso poi quando, raggiunto il piano, la guardia l'ha afferrata per un braccio per fermarla, lei gli ha morso la mano. Alla scena ha assistito una infermiera che ha subito allertato i poliziotti del posto fisso, coordinati dall’ispettore capo Roberto Piserchia. La 43enne è stata quindi bloccata e denunciata.

Immediatamente soccorsa la guardia giurata, giudicata guaribile in sette giorni. «Quello che è accaduto ieri – sottolinea Fabio Urbini, segretario regionale Ugl sicurezza civile – purtroppo ripropone il problema delle condizioni in cui le guardie giurate sono costrette ad operare, soprattutto all'interno dell'ospedale. Non hanno un presidio di sicurezza e non hanno neppure un regolamento che stabilisca cosa devono fare. Sono lasciate praticamente all'abbandono. Più volte abbiamo chiesto un incontro all'istituto Aquila. L'ultimo, due mesi fa, dopo un caso di meningite in ospedale, poi per fortuna rivelatosi non contagioso. Ora – prosegue Urbini – a nostro avviso sarebbe importantissimo un tavolo con prefettura, azienda sanitaria e istituto di vigilanza per tutelare i lavoratori e stabilire regole. Non è possibile che, come accaduto ieri, le guardie giurate si trovino a svolgere determinati servizi da sole». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Con la febbre in aeroporto non si finisce in quarantena

di Mauro Evangelisti

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma