Giulianova, disabile di 40 anni muore soffocata da un boccone, choc nel centro riabilitazione: «Non sappiamo come sia successo»

Lunedì 21 Dicembre 2020 di Francesco Marcozzi
Disabile di 40 anni muore soffocata da un boccone, era appena risultata negativa al tampone

Aveva quarant’anni, ma a vederla, sembrava una bambina. Piccolina, vivacissima, ospite dall’età di cinque anni del reparto dei casi più gravi della Piccola Opera Charitas di Giulianova. Assieme a tutti gli altri ospiti dell’Istituto aveva appena ricevuto la notizia del tampone negativo al Covid-19. E si era messa a mangiare. Sembrava una serata tranquilla, come le altre, quando ad un certo punto ha cominciato a tossire, era rimasta con un boccone che non voleva scendere e lei respirava sempre più male.

 


L’hanno soccorsa dapprima i sanitari della Piccola Opera e non c’è stato niente da fare, non riusciva ad espellere il cibo che le bloccava il respiro ed allora sono arrivati anche dal vicino ospedale medici e infermieri, ma qualsiasi manovra antiostruttiva non ha avuto esito positivo e Fabiana, questo il suo nome, è morta soffocata, lasciando tutti nello sgomento e nel dolore. «Improvvisamente e senza che nulla potesse farlo presagire - ha detto il direttore Mimmo Rega - è morta Fabiana, uno dei nostri “scriccioli”. Così padre Serafino (il fondatore della Piccola Opera, ndr) chiamava le creature più delicate, fragili e innocenti affidate alla nostra cura, assomigliandole ai più piccoli fra gli uccelli. E per lei la Piccola Opera è stata davvero un nido che l’ha accolta bambina e l’ha vista diventare ragazza e poi donna. Non dimenticheremo mai il suo tenero sorriso e non avremmo voluto che volasse al Cielo così presto, tuttavia sappiamo che al Cielo appartiene da sempre».

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Ma cosa è successo? «Non è facile spiegarlo - dice ancora Rega - in quanto proprio agli ospiti con i deficit più gravi, il cibo viene sempre sminuzzato, e quindi non possono ingerire bocconi grandi». Questa mattina alle ore 9,30 il funerale al Santuario della Madonna dello Splendore,nel rispetto delle misure anti – Covid-19.
Nausicaa Cameli, fisioterapista della Poc e ex vice sindaco con delega al sociale, dice: «Non riusciremo a dimenticare il suo sguardo profondo e la sua mano che afferrava il mio braccio ogni volta che entravo nel reparto, perché, purtroppo, Fabiana non parlava e quindi si esprimeva a gesti e noi ormai eravamo abituati a comprendere i suoi segni, per tutti noi è un terribile addio. Ciao anima preziosa». Giuliani Calvisi, ex operatrice della Piccola Opera, dal suo canto, ha immaginato di scriverle un lettera: «Col cuore spezzato ti scrivo carissima Fabiana. Sei stata per me una figlia, come mi diceva padre Serafino quando ci incrociava nei corridoi. Avevi appena 5 anni quando ti ho conosciuta ed il nostro è stato amore a prima vista».

Ultimo aggiornamento: 09:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA