Il giallo del Banksy: test del dna, poi l'opera sarà esposta all'Unesco

Il giallo del Banksy: test del dna, poi l'opera sarà esposta all'Unesco
3 Minuti di Lettura
Lunedì 29 Giugno 2020, 06:35

Il furto, e successivo ritrovamento in Abruzzo, dell'opera di Banksy raffigurata su una porta del Bataclan, diventa sempre più un giallo internazionale. Questo perchè la Polizia francese, nonostante i sei arresti, continua ad indagare e ha chiesto ai carabinieri di far analizzare le tracce del dna sul telo che copriva la porta, per capire a chi sia passata in mano. Voci non confermate parlano di ulteriori arresti, anche in Abruzzo dove un albergatore conservava il Banksy in una soffitta.

LEGGI ANCHE Bataclan, dietro il furto del Banksy il contrabbando di opere d'arte: le indagini portano a Giulianova

Intanto l'opera, in settimana, lascerà il caveau dei carabinieri del Nucleo artistico di Ancona. Arrivata a Roma, sarà imbarcata in un aereo per Parigi dove sarà esposta all'Unesco in occasione della festa nazionale francese, il 14 luglio.



Quanto ai ladri arrestati venerdì, sono veri professionisti del furto. Il video con il quale sono stati incastrati non lascia adito ai dubbi. In quattro sono stati ripresi a sorreggere la porta del Bataclan e a tagliare con una smerigliatrice  angolare il pannello con il dipinto di Banksy, dedicato alle 90 vittime dell’attacco terroristico del 2015. Con i cappucci calati in testa sembravano inafferrabili. A un anno e mezzo dal furto la banda è stata presa. Secondo quanto riferiscono le autorità francesi gli arresti sono sei - i 4 del commando e due fiancheggiatori - fermarti in Alta Savoia e nell’Isere, nel sud-est della Francia. Le sei persone avrebbero agito, con ruoli diversi, la notte tra il 25 e il 26 gennaio del 2019 rubando l’opera e portandola in Abruzzo, in un casolare di Sant’Omero, dove è stata trovata coperta con un telo scarabocchiato e buttata in soffitta.

LEGGI ANCHE Porta rubata al Bataclan, l'imprenditore italo-francese: «Dovevo tenerla per un magrebino, sono stato un ingenuo»

Tra gli arrestati anche il magrebino di 40 anni che avrebbe portato in Abruzzo il dipinto. Un viaggio con più corrieri e un nascondiglio giudicato sicuro, lungo una strada di passaggio dove, nei progetti della banda, l’opera doveva essere visionata e venduta sul mercato nero del collezionismo. Il lockdown, con ogni probabilità, ha fatto sfumare l’affare e aiutato in qualche modo le indagini della gendarmerie francese in collaborazione con i carabinieri di Alba Adriatica e del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona. Venti giorni fa il blitz nel Teramano e il ritrovamento dell’opera nella soffitta che era nella disponibilità di G. P., albergatore italo-francese di 55 anni, titolare a Tortoreto di un b&b. «Non sapevo il suo valore - ha riferito agli investigatori - Come l’ho avuta? Da un mio vecchio cliente, un magrebino francese che conosco fa 4 anni, mi ha chiesto un favore, di tenerla un po’ che poi l’avrebbe ripresa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA