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Furti di Natale, paura per i ladri che studiano i colpi sui social network

Furti di Natale, paura per i ladri che studiano i colpi sui social network
2 Minuti di Lettura
Lunedì 9 Dicembre 2019, 11:10

Attenzione ai ladri che studiano i loro colpi monitorando i social network. Come rivela l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni1 la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, quasi due abruzzesi su tre (59%) temono che un’eccessiva visibilità sui social network possa esporre la propria casa a un maggior rischio di furti e per questo ritengono che occorra fare un uso accorto e consapevole di queste piattaforme, evitando di condividere, specie pubblicamente, troppe informazioni su di sé.
 
Proprio le vacanze, tra l’altro, sono indicate dal 31% degli intervistati come uno dei momenti in cui si teme di più che i ladri possano introdursi in casa. Un ulteriore 57% dichiara di aver più paura di un’intrusione notturna, mentre si dorme; infine, l’11% teme che avvenga di giorno, indipendentemente dal fatto che ci sia qualcuno in casa o meno. Subire un furto o una rapina nella propria casa spaventa per diverse ragioni: per il rischio di subire un’aggressione (48%) e per il danno economico derivante dalla perdita di preziosi (18%) o da atti vandalici (14%). Ma a pesare, per un ulteriore 15%, sono anche le conseguenze emotive legate all’evento.
 
Come difendersi, allora, dalle intrusioni indesiderate? Tra le soluzioni migliori, per il 31% degli abruzzesi c’è quella di installare un impianto di allarme, per il 19% quella di rafforzare i dispositivi di sicurezza di porte e finestre mentre un ulteriore 9% indica la stipula di una polizza contro i furti, che risarcisca dagli eventuali danni subiti. Tuttavia, ben il 43% degli abruzzesi ha dichiarato di non aver adottato nessuna misura di protezione della propria casa nell’ultimo anno, a causa del costo eccessivo.
 
Talvolta ci si arrangia con deterrenti alternativi, come lasciare la luce accesa anche di notte o quando si esce per fingere una presenza vigile nel domicilio (34%) o, quando si è fuori casa, affidarsi al vicino per controllare la propria abitazione (23%). E c’è anche chi realizza allarmi “artigianali” con oggetti messi davanti a porte e finestre che, se spostati, fanno rumore (21%).
 

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