Falso oncologo si faceva pagare per prescrivere le analisi

Falso oncologo si faceva pagare per prescrivere le analisi
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Venerdì 6 Aprile 2018, 10:18

Lui, un tecnico di laboratorio, si era presentato nientemeno che come medico oncologo presso il nosocomio di Chieti e l'uomo che se lo è trovato di fronte deve aver creduto di essere in buone mani salvo poi scoprire che tutte quelle attenzioni e soprattutto la disponibilità a farsi carico di una serie di incombenze, da quelle amministrative agli esami diagnostici, in realtà nascondevano una truffa. G.M. 66 anni, originario di Chieti ma residente a Fara Filiorum Petri, preparatore tecnico dell'Asl presso il laboratorio analisi dell'ospedale SS Annunziata, non più in servizio, è stato rinviato a giudizio con le accuse di truffa e peculato dal gup del Tribunale di Chieti Luca De Ninis. I fatti risalgono al 4 aprile del 2014 e vennero ricostruiti al termine di indagini condotte dagli uomini della sottosezione di Pescara della Polizia Stradale.

Quel giorno G.M. in ospedale approccia un uomo sulla sessantina che arriva dalla provincia di Teramo al quale, dopo essersi presentato come oncologo, garantisce di potersi occupare di tutte le formalità amministrative necessarie per eseguire gli esami e le analisi di cui ha bisogno ed a cui deve sottoporsi e così si fa consegnare dapprima la somma di 200 euro dopo alcuni esami, quindi altri 380 euro che a dire di G.M. servivano per eseguire analisi con macchinari più avanzati. In realtà si tratta di un raggiro ai danni dell'ignaro paziente dal momento che il sedicente oncologo tiene per sé i 380 euro e nessun esame clinico viene né prenotato né eseguito. Tale meccanismo truffaldino, ricostruita la vicenda, fa però scattare nei confronti di G.M. anche una duplice e più pesante accusa di peculato ai danni dell'Asl Lanciano Vasto Chieti. Perché l'allora tecnico di laboratorio, recita l'accusa, si appropria di una strumentazione aziendale per eseguire l'elettrocardiogramma e un'ecografia dell'addome a favore del 60enne teramano senza che fosse stata corrisposta la somma dovuta per l'esame .Somma che invece, recita sempre l'accusa, è finita nella tasche di M.M. il quale non l'ha riversata nella casse dell'Asl.

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