Falso filmino hard e un finto tumore per ricattare la ex: arrestato 29enne di Altino

Il Tribunale di Lanciano
di Walter Berghella
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Martedì 30 Marzo 2021, 09:45

E’ accusato anche di violenza sessuale M. G., 29 anni, di Altino (Chieti), posto agli arresti domiciliari anche per stalking, diffamazione e violenza privata contro una ventenne di Perano, con la quale l’indagato ha avuto una breve relazione sentimentale, durata meno di due mesi. Contro la vittima anche ricatti, come quello di diffondere il video sui loro rapporti sessuali avvenuto attraverso l’affissione di manifesti in paese recanti sia il suo nome che il numero di telefono. Per impietosire la giovane, M.G. avrebbe finto anche di avere un tumore.

Per il complesso delle accuse il pm Serena Rossi aveva chiesto l’arresto in carcere, respinto dal gip Massimo Canosa, perché incensurato e perché ritenuta proporzionata alle esigenze cautelari, con distacco pure di utenze telefoniche e telematiche. Ieri l’indagato, difeso dall’avvocato Gaetano Pedullà, è stato sottoposto ad interrogatorio di garanzia e reso spontanee dichiarazioni con cui ha respinto le accuse di violenza e di aver affisso i turpi manifesti. Pennarelli e colla vinilica trovati dai carabinieri di Archi sulla sua auto, perquisita la notte tra il 18 e 19 marzo, che l’indagato ha spiegato di possedere da tempo e mai utilizzati per il presunto ricatto diffamatorio. Nei manoscritti la dicitura era “Video porno di … su Telegram”, con l’aggiunta del telefono della ragazza, ormai sfibrata dalle minacce. «Non ci sono gravi indizi di colpevolezza riguardo allo stupro – premette l’avvocato Pedullà. Sull’affissione dei manifesti il mio assistito si è proclamato innocente».


Nel complesso la difesa ha chiesto provvedimenti meno afflittivi, sui cui il gip si è riservato di decidere. L’ultimo rapporto sessuale tra i due c’è stato il 23 febbraio a casa dell’indagato. La ragazza non voleva più avere a che fare con lui così iniziano le minacce persino paventando, per impietosirla, di essere affetto da carcinoma alla gola. Circostanza che il suo medico ha smentito. Per riallacciare la relazione troncata dalla ragazza le scriveva: «Giuro che mi strappo la flebo e rifiuto tutte le cure possibili. Non riesco nemmeno più ad alzarmi dal letto. Come si fa ad essere indifferenti contro una persona che sta per morire». Voleva crearle sensi di colpa così le scrive: «Se mi succede qualcosa mi avrai sulla coscienza. Non fare l’acida e la scontrosa altrimenti non ti consegno il video». In realtà mai esistito. Indagato anche un minore alla procura dell’Aquila che ha fatto da intermediario e detto falsamente alla ragazza di aver visionato il video.

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