Ex minatore fa 60 chilometri ogni giorno per guardare il mare. «Così rileggo il libro della mia vita»

Sabato 13 Aprile 2019 di Francesco Marcozzi
Come fosse un rito, da mesi, Pasquale Di Marco, un arzillo pensionato di 92 anni, da una frazione sopra le colline di Teramo scende con la sua auto a Giulianova percorrendo sessanta chilometri tra andata e ritorno, si siede sulla riva e guarda il mare. Nonostante l’età, è completamente autonomo, guida l’auto senza problemi, si porta dietro una piccola sedia impagliata e si siede fissando verso l’orizzonte, immobile e meditabondo. Perché tutto questo? «Perchè in riva al mare c’è l’aria buona – dice – ma anche perchè mentre guardo penso all’immensità, penso a Dio che mi concede le forze per arrivare quaggiù tenendomi in buona salute».

Quanto tempo rimane a guardare? «Beh, circa tre ore a volte quattro». E che cosa pensa mentre le onde sembrano lambirgli i piedi? «Penso alla vita che ho vissuto finora, ripercorro un po’ tutte le tappe e ripenso quando sono stato minatore in Belgio e sono sceso ad una profondità di 920 metri e a volte vedevo gente morire accanto a me, anzi ho contribuito a salvare qualcuno che era rimasto sepolto sotto le macerie. Questo subito dopo la guerra, ma poi ho deciso di tornare in Italia ed ho fatto mille cose e tutto con molto piacere, lavorare non mi ha mai pesato, sono stato cameriere nell’esercito e poi, da ultimo ho partecipato ad un corso per infermiere ed ho lavorato in ospedale».

Sposato ma vedovo e con due figli, Pasquale Di Marco, come detto, è autosufficiente. «Abito da solo - rivela - anche se i miei figli non sono molto lontani e mi vengono a trovare. Coltivo da me il mio orto,insomma faccio il contadino e mangio i prodotti che la terra mi regala ed ho anche un piccolo allevamento di cavalli».

L’averlo distolto per un attimo dalla sua “occupazione” non lo disturba, anzi parla molto volentieri ed allora è quasi scontato chiedergli quali sono i segreti grazie ai quali si sente così bene? «Posso dire che non ho mai fumato, mi è bastato quello che respiravo in miniera e poi non bevo. Però mangio, nel senso che mangio tutto e non solo i prodotti della mia campagna. Quando vengo a Giulianova a volte un buon piatto di pesce non me lo faccio mancare anche perché col tempo mi sono fatto degli amici con i quali trascorro qualche ora. Loro no, vivendo a Giulianova, non condividono il mio desiderio di sedermi sul mare e ripassare come se leggessi un grande libro, tutte le pagine della mia vita, Credo se il tempo sarà buono continuerà a farlo fino alla prossima estate ma poi torno e non solo con la sedia ma anche con l’ombrellone. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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