Scavalca le mura e fugge: tutti i mali del carcere di Pescara

Scavalca le mura e fugge: tutti i mali del carcere di Pescara
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Mercoledì 12 Agosto 2020, 06:45

 Agenti della polizia penitenziaria ridotti all'osso, mura di cinta troppo basse, sistemi di sicurezza antiquati.
Queste le cause, probabilmente combinate, all'interno del carcere di Pescara da cui, lunedì pomeriggio, è evaso un detenuto pescarese di 51 anni. Dopo l'ora d'aria, anziché tornare in cella, ha scavalcato un paio di recinzioni ed è scappato via. Dopo circa quattro ore, a trovarlo è stata una pattuglia della squadra volante, vicino alla sua abitazione, in via Valle delle Rose, nella zona dei Colli.

La fortuna ha voluto che l'uomo non fosse un detenuto pericoloso, altrimenti probabilmente sarebbe stata tutta un'altra storia e guai ancora più seri. Nulla a che vedere con la famosa fuga da San Donato della fine del gennaio 1985 della banda Battestini, specializzata in rapine, ferimenti e omicidi tra gli anni '70 e '80. Per dieci minuti, all'interno del carcere furono fuoco e terrore.

Due giorni fa, invece, soltanto panico. In un attimo, il 51enne, che avrebbe finito di scontare nel 2024 una pena per reati contro il patrimonio,per lo più furti e ricettazioni, è riuscito a far perdere le tracce. Un fatto gravissimo su cui ora la procura vuole vederci chiaro e capire se e di chi siano le responsabilità. Come accaduto nel recente passato anche per altre vicende, legate ad esempio alla presenza di droga nel carcere, è stata immediatamente avviata un'indagine interna; di sicuro seguiranno pure ispezioni. 

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