Elezioni a Roseto, Tommaso Ginoble solo terzo: «Io corretto, troppi insulti verso di me»

Elezioni a Roseto, Tommaso Ginoble solo terzo: «Troppi insulti verso di me»
di Teodora Poeta
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Mercoledì 6 Ottobre 2021, 13:13 - Ultimo aggiornamento: 13:15

Giornata di riunioni di coalizioni, quella di ieri, a Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo, dopo il primo turno elettorale che ha portato al ballottaggio l’insegnante di matematica 43enne Mario Nugnes, appoggiato da sei liste civiche, che ha ottenuto il 30,67% dei consenti con 4.305 voti, e il 63enne docente dell’istituto Moretti William Di Marco, espressione del centrodestra con quattro liste d’appoggio, che ha ottenuto, invece, il 22,16% dei consensi con 3.110 voti. Un distacco tra gli sfidanti a sindaco che ha subito portato in vantaggio Nugnes, con il testa a testa tra Di Marco e Tommaso Ginoble che solo alla fine ha visto quest’ultimo defilarsi dalla competizione che ci sarà tra due settimane con uno scarto di 68 voti (sono stati 3.042 i voti per Ginoble sindaco, pari al 21,67%). Eppure adesso potrebbe essere proprio Ginoble a fare la differenza con i suoi fedelissimi a cui poter dare indicazioni di voto perché se da una parte c’è l’ala civica di Nugnes sostenuta da Giulio Sottanelli di Azione, dall’altra c’è quella di Di Marco di un centrodestra con tutti i suoi “veleni” interni alla Lega.

«I rosetani hanno scelto. Io ne prendo atto e li ringrazio – è il commento stringato di Ginoble - Ho fatto una campagna elettorale corretta, ma sono stato insultato da tutti e da tutte le parti». E' girato anche un volantino altamente diffamatorio per cui l'ex parlamentare ha presentato querela. Ginoble, insomma, potrebbe scegliere di defilarsi, senza fare apparentamenti, né dare indicazioni di voto. Una strategia che potrebbe mettere in crisi entrambi i candidati che oggi si dicono contrari ad eventuali apparentamenti in vista del ballottaggio del 17 e 18 ottobre. Lo conferma anche l’onorevole della Lega Giuseppe Bellachioma, candidato a consigliere comunale: «È stata una campagna elettorale importante e corretta sotto il punto di vista elettorale. Il centrodestra è partito in ritardo, ma unito e la buona politica ha pagato. Sin dal primo momento abbiamo detto e sottoscritto che non avremmo fatto apparentamenti. Siamo riusciti a fare un piccolo miracolo, per cui nei prossimi giorni riusciremo anche a far capire che potremo governare Roseto».


Dal canto suo, invece, Mario Nugnes parla di «un accordo con i cittadini e un appello a tutti ad andare a votare». E piuttosto che guardare agli avversari politici, si rivolge «all’elettorato deluso e a quello motivato» perché si presentino alle urne per il ballottaggio. E intanto anche il sindaco uscente Sabatino Di Girolamo, pure lui candidato ma bocciato dagli elettori con il 13,79% delle preferenze pari a 1.936 voti, ha commentato la disfatta: «Sicuramente ci ha penalizzato la frammentazione del voto a sinistra. Non è il risultato che ci aspettavamo, dobbiamo fare mea culpa e ripartire dalle poche cose positive che questo esito ci ha lasciato. Siamo stati concentrati sull’amministrazione fino ai primi giorni di settembre, partendo troppo tardi con la campagna elettorale. Non siamo riusciti a comunicare in maniera adeguata il lavoro svolto, soprattutto l’importanza di lasciare un bilancio risanato. Le persone hanno premiato chi si è mosso con più programmazione. È la democrazia ed accettiamo il risultato».


Ultima in quanto a preferenze Rosaria Cincaione del Movimento 5 Stelle con l’11,71% pari a 1.643 voti. I due candidati a consigliere più votati sono stati Nicola Petrini, capolista di Bella Roseto, con 392 voti, e Francesco Di Giuseppe di Fratelli d’Italia con 346 voti. Anche Nugnes ha ottenuto da solo molte più preferenze degli altri candidati a sindaco con il voto disgiunto rispetto alle proprie liste d’appoggio (511), seguito da Di Marco (469 preferenze), con una differenza di oltre 1.100 voti tra le due coalizioni. Ora si riparte, per arrivare al ballottaggio, che è sempre un percorso il salita: vincerà chi riuscirà a portare più persone al voto.
 

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