Abruzzo, la carica dei 148 candidati: i seggi disponibili sono solo 13

Abruzzo, la carica dei 148 candidati: i seggi disponibili sono solo 13
di Alessia Centi Pizzutilli
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Sabato 24 Settembre 2022, 08:30

Dopo una estenuante e inconsueta campagna elettorale, concentrata in poche settimane e in piena estate, anche in Abruzzo è arrivato il giorno del silenzio elettorale. Le urne si apriranno domani mattina alle 7 e si chiuderanno alle 23, ora in cui prenderà il via lo scrutinio. Terminati dunque anche gli ultimi comizi, cresce l'attesa dei rappresentanti dei diversi partiti, gruppi e movimenti italiani in vista del voto che cambierà l'assetto del Parlamento, il primo dopo la riforma costituzionale che ha portato al tanto discusso taglio dei parlamentari. Una decisione che ha sollevato diverse polemiche legate soprattutto alla minore rappresentanza che i territori avranno: in questo senso, l'Abruzzo è tra le regioni più colpite dalla tagliola, potendo ambire nell'ipotesi migliore ad appena 13 parlamentari, 8 in meno rispetto a quelli attuali.

Al netto di ribaltoni dell'ultima ora, hanno il posto già assicurato i candidati, tra i 148 scesi in campo in Abruzzo, posti nelle cosiddette posizioni blindate, ovvero come capilista o nelle primissime posizioni nei collegi proporzionali, o come candidati unici delle coalizioni nei collegi uninominali: questo per via del Rosatellum, la legge elettorale in vigore vituperata e attaccata fortemente da più parti ma mai modificata, che non consente agli elettori di esprimere preferenze. Tra le candidature che hanno fatto rumore c'è sicuramente quella della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, scesa in campo nel collegio uninominale L'Aquila-Teramo per una questione affettiva verso il territorio. Nel capoluogo abruzzese, infatti, è iniziata nel 2017 la cavalcata dei meloniani, dopo l'elezione del sindaco Pierluigi Biondi. L'elezione della Meloni in Abruzzo è considerata chiaramente scontata.


Da lunedì prossimo intanto, risultati alla mano, si aprirà uno scenario di rimpasto in Regione, tanto in Consiglio quanto in Giunta: molti candidati in posizioni eleggibili infatti siedono sugli scranni della maggioranza regionale, tra questi l'assessore regionale Guido Liris (Fd'I), candidato all'uninominale Senato, il presidente del Consiglio di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, candidato al proporzionale Senato, così come il capogruppo della Lega, Vincenzo D'Incecco, anche lui capolista al proporzionale Senato.

Sempre per i meloniani, in posizione eleggibile ci sono anche Fabio Roscani, capolista al proporzionale Camera, il coordinatore regionale Etelwardo Sigismondi, capolista al proporzionale Senato, e il consigliere regionale Guerino Testa, candidato all'uninominale Camera nel collegio Pescara-costa teramana. Pronti a partire per Roma anche molti degli uscenti, come il senatore azzurro Nazario Pagano, candidato al proporzionale Camera; il deputato uscente della Lega Luigi D'Eramo e il senatore Alberto Bagnai, sempre del Carroccio, blindato all'uninominale Camera Chieti. Per il centrosinistra risultano invece blindati Michele Fina, segretario regionale del Pd, candidato al proporzionale Senato e il senatore Pd uscente Luciano D'Alfonso, in campo al proporzionale Camera. Per il Terzo Polo è pronto a staccare un biglietto per Roma Giulio Cesare Sottanelli (Azione-Italia Viva), capolista al proporzionale Camera, più in bilico la posizione del deputato uscente di Iv Camillo D'Alessandro, candidato al proporzionale per il Senato. In campo per il Movimento cinque stelle anche le due parlamentari uscenti Daniela Torto e Gabriella Di Girolamo, candidate rispettivamente al plurinominale di Camera e Senato.

Saranno chiamati a votare in Abruzzo 1.214.984 cittadini, 619.921 donne e 595.063 uomini. In base all'ultima rilevazione disponibile sul sito del Ministero dell'Interno, aggiornata al 30 giugno scorso, sono 381.399 gli elettori iscritti in provincia di Chieti, 288.026 nel Pescarese, 274.448 nel Teramano e 271.111 nell'Aquilano. Sono poi 6.784 i diciottenni che voteranno per la prima volta per il rinnovo di Camera e Senato. Alle urne si riceveranno due schede: rosa per la Camera e gialla per il Senato. Come di consueto si potrà votare anche negli ospedali, reparti Covid compresi, e nelle carceri. Per esprimere il proprio voto occorrerà tracciare un segno sul rettangolo contenente la lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto così espresso vale ai fini dell'elezione del candidato nel collegio uninominale e a favore della lista nel collegio plurinominale. Qualora il segno sia tracciato solo sul nome del candidato nel collegio uninominale, il voto è comunque valido anche per la lista collegata. In presenza di più liste collegate in coalizione, il voto è ripartito tra le liste della coalizione. Il voto espresso tracciando un segno sul contrassegno della lista vale anche per il candidato uninominale collegato. Il voto è nullo se si mette un segno sul nome del candidato uninominale e un altro segno su una lista o coalizione a cui non appartiene quel candidato: non è infatti consentito il voto disgiunto. Per votare serviranno la tessera elettorale e un documento d'identità, non necessariamente in corso di validità: il Viminale, infatti, ha precisato nella sezione Faq, che potrà essere anche scaduto. L'elettore che si rende conto di aver sbagliato nel votare può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda, esprimendo nuovamente il proprio voto. La scheda sostituita andrà tra quelle deteriorate. 

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