Donna in giunta? No grazie e in Abruzzo la maggioranza fa cadere il sindaco di Pennadomo

Sei consiglieri dimettono e hanno

Il sindaco di Pennadomo
di Serena Giannico
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Sabato 4 Dicembre 2021, 08:17 - Ultimo aggiornamento: 08:44

La nomina dell'assessore donna scatena la rivolta all'interno del Comune, fino alle dimissioni, ieri, di sei consiglieri che hanno fatto così cadere la neonata amministrazione civica. Succede in Abruzzo, nella piccola Pennadomo (Chieti), circa 150 abitanti effettivi. «Avendo l'unico ufficiale dell'anagrafe in quarantena per Covid - dice il sindaco Domenico D’Angelo - ho dovuto ratificare personalmente gli atti di sfiducia nei miei confronti. Credo sia la prima volta che accada in Italia. Io, comunque - afferma - ho rispettato la legge e ho la coscienza a posto».

Il primo cittadino è stato rieletto, con oltre il 70 per cento dei voti, lo scorso 3 ottobre,  con la lista “Uniti per Pennadomo”. A seguito di lettere e pressioni politiche, aveva deciso di non nominare Rosalinda Di Salvo, suo ex vice, alla carica di assessore. Aveva nominato due maschi: Davide Lucci, anche vice sindaco, e Gianluca Giovannelli.  Ma Di Salvo si è rivolta ad un legale di Lanciano, l’avvocato Diana Peschi, per far valere diritti e norme sulle Pari opportunità.

Nell'istanza si fa presente che «il presidente della Commissione regionale per la realizzazione delle Pari opportunità… informava il sindaco di Pennadomo…  dell’obbligo da parte del sindaco, anche nei comuni al di sotto dei 3.000 abitanti ed anche in assenza di adeguamento dello Statuto comunale alla normativa vigente, di nominare la giunta nel rispetto delle norme riguardanti la parità di genere». Obbligo che deriva da leggi, statuti, Carte e anche dalla Costituzione.

L’atto legale si chiude anche con la richiesta  di «risarcimento di ogni danno prodotto al consigliere Di Salvo Rosalinda, unica donna del gruppo di maggioranza, nonché vice sindaco nella pregressa amministrazione». D'Angelo, stretto tra due fuochi, dopo aver acquisito un parere legale e quello della Commissione regionale Pari opportunità,  anche per evitare un annunciato ricorso al Tar,  il 17 novembre scorso ha nominato Di Salvo assessore al posto di Giovannelli.  E la maggioranza gli si è rivoltata contro, continuando a sostenere che, avendo il paese meno di 3mila abitanti, non bisogna applicare le norme sulla parità di genere ma che vanno rispettati gli accordi presi in campagna elettorale.

Ieri, in cinque - Giovanni Ranalli, Daniele Cianci, Remo Di Donato,  Marco Pantalone e Giovannelli, più l'esponente di minoranza Giuseppe D'Ulisse -, hanno rimesso il mandato nelle mani del sindaco. «Ho sempre sostenuto la necessità di una rappresentanza femminile in giunta - rimarca il sindaco - e, dopo aver sentito gli esperti in materia, anche per scongiurare una causa amministrativa con danni erariali, ho preso la decisione giusta».

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