Cronache di una quarantena a vent’anni: un corto del Centro Sperimentale di Cinematografia

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di Sabrina Giangrande
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L’AQUILA  «Ti alzi, vai in bagno, ti stendi sul divano e torni al letto, lo fai oggi, domani e dopodomani...». L’introduzione irrompe sullo spettatore, scandendo il ritmo dell’intero reportage la cui produzione è autorevole, la sede Abruzzo del Centro Sperimentale di Cinematografia, diretta da Marcello Foti, con la collaborazione di Rinaldo Aristotile, Alessia Moretti e Francesca Ruzza.

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“2020 Quarantena a vent’anni” è il titolo del breve filmato (vedi il trailer qui in anteprima) i cui autori, nonché attori protagonisti sono i sei allievi del primo anno del Corso di reportage. Soggettive di un paio di pantofole che ciabattano dentro casa, accelerazioni di ventiquatt’ore condensate in un minuto, dalla sveglia ai pasti e di nuovo il letto, confessioni davanti a un obiettivo, parlando a se stessi, sperando di essere ascoltati da qualcuno. E poi i momenti di scuola a distanza, le rare uscite o le finestre che inquadrano continuamente il mondo esterno, per mesi. Il film ci lascia, come nella realtà, interrogativi su come abbiamo affrontato il periodo che tutto il mondo ha trascorso in isolamento e su come saremo capaci, con quali risorse, di affrontare i mesi, anni a venire e quale eredità questa fase straordinaria lascerà soprattutto ai ragazzi. Una routine ricca di increspature, cristallizzata in un racconto collettivo di Adriano Baldi, Camilla Deidda, Luca Draoli, Gabriele Iannoli, Marlon Sartore e Chiara Stravato.
Il montaggio è stato supervisionato da Daniele Segre, direttore didattico del Corso di reportage della sede Abruzzo del Centro Sperimentale di Cinematografia, con l’assistenza di Marco Camilli, allievo diplomato del Csc Abruzzo. Le lezioni della sede Abruzzo, durante il periodo di lockdown, sono state svolte grazie ai docenti Lina Calandra, Daria Corrias, Luca Benedetti, Paolo Ferrari, Agostino Ferrente, Goffredo Fofi , Andrew Laird, Uliano Lucas, Edgar Iacolenna, Stephen Natanson, Roberto Perpignani, Josella Porto, Paolo Porto, Piercesare Stagni, Andrea Tatafiore».


Cronache di vita realmente vissuta, spaccati di una difficile quotidianità, per alcuni in completo isolamento, tra le quattro mura di appartamenti, i più “fortunati” magari insieme alla propria famiglia; l’angosciosa attesa del cosa farò domani? Dove sarò? Riuscirò a resistere? Interrogativi che durante i mesi di lockdown nazionale si sono posti in tanti, ma che nella psiche di giovani ventenni assumono forme assai diverse e talvolta diventano pesanti come macigni. Con questo reportage si è letteralmente catapultati in una fase per molti di grande angoscia.
«Cosa si pensa? Come si passa il tempo? Se si è studenti, studenti di cinema e reportage, come si cerca di coltivare la propria creatività, dove si trovano gli stimoli, come si può continuare a usare la propria macchina fotografica, la video camera, il registratore audio? Come ci si proietta nel futuro, con un po’ di fiducia? Il cortometraggio “2020 Quarantena a vent’anni” percorre e rende tangibili e visibili questi interrogativi attraverso ciò che, nonostante tutto, studentesse e studenti hanno prodotto in isolamento: video, audio, immagini».


Il direttore didattico Daniele Segre ribadisce l’importanza di tale iniziativa: «l’esperienza del reportage scaturita in una situazione di emergenza che ha contribuito al riconoscimento del corso di reportage con l’equipollenza di un corso universitario ai fini dell’ottenimento di una “Laurea Breve”; agli studenti frequentati il corso a distanza, è stato chiesto di effettuare degli esercizi incaricandoli di girare in autonomia dei video-racconti, punti di vista personali di giovani ventenni in un particolare periodo della loro esistenza. La sede Csc Abruzzo è stata creata nel 2011, - continua Segre - ho assunto l’incarico di direttore didattico nel 2014; la scuola ha il sostegno Mibact, Regione Abruzzo, Comune e Provincia dell’Aquila; per me è molto importante ribadire la nostra presenza sul territorio con gli eccellenti risultati raggiunti in ogni settore di competenza, non ultimi quelli nei festival cinematografici con i film dei nostri allievi o con la messa in onda su Radio Rai3 dei loro audio documentari. Gli allievi autori del film stanno terminando di frequentare il primo dei tre anni del corso di “Reportage audiovisivo” è dunque urgente che si riesca a parlare dell’importanza di questa esperienza di alta formazione che si svolge all’Aquila, in Abruzzo, in Italia, così poco valorizzata».


Tra le scene finali del cortometraggio, una frase rimane impressa per la sua emblematica capacità di descrivere lucidamente l’esatto momento in cui è stata vissuta, da parte di uno degli studenti, Adriano che, descrivendo il suo arrivo presso la stazione Tiburtina di Roma in piena pandemia racconta: «Era come se vedessi le persone correre anche quando camminavano», l’ansia generata dal nemico invisibile e vile che purtroppo continua a circondare e attaccare con virulenza il genere umano.
Sabrina Giangrande
 

Venerdì 13 Novembre 2020, 16:09 - Ultimo aggiornamento: 16:11
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