Covid, le mamme di una scuola media a Silvi: «Adesso basta. Andiamo dai carabinieri»

Covid, le mamme di una scuola media a Silvi: «Adesso basta. Andiamo dai carabinieri»
di Tito Di Persio
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Lunedì 9 Novembre 2020, 11:37 - Ultimo aggiornamento: 14:11

Sono su tutte le furie alcune mamme che hanno i figli che frequentano la scuola secondaria del plesso scolastico G. Bindi di Silvi (Teramo). Lamentano che questa mattina gli alunni di alcune classi sono stati fatti rientrare per seguire regolare lezione senza la sanificazione dell’istituto. Inoltre, sono venute a conoscenza che una professoressa che ha insegnato in una classe dove si sono verificati più casi Covid oggi sta facendo lezione.

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Denuncia

«È una cosa gravissima – afferma la mamma di uno studente – adesso andiamo a denunciare il tutto dai carabinieri».

La polemica è nata lo scorso venerdì, dopo che il sindaco Andrea Scordella ha emanato l’ordinanza n. 115 con la quale ha disposto la sospensione, in via cautelativa, dell’attività didattica in presenza di 6 classi di due plessi scolastici. Si tratta delle classi 1^ A, 3^ A e 5^ A della scuola secondaria del plesso scolastico G. Bindi e delle classi 1^A, 3^ A e 5^ A del plesso scolastico della scuola primaria di S. Silvestre. La mamma di una bambina allora aveva già lamentato che «Alcune classi, che si chiamano “classi senza zaino” -  affermava la donna - compresa la seconda D, dove è stato accertato un positivo, nonostante il comunicato della Asl arrivato venerdì all’ora di pranzo, sono state fatte rientrare nel pomeriggio ed hanno fatto lezione in presenza dalla 14.20 alle 16.30. È normale tutto questo?». Si chiedeva la donna.

«Le classi ieri sono state sanificate – chiarisce la dirigente scolastica Paola Monicelli – Le mamma in questo caso sono mal informate. Mentre per quel che riguarda le “classi senza zaino” – spiega – il comunicato è arrivato a scuola dopo le 13. Noi insegnanti, così, non potevamo lasciare gli alunni in strada, dal momento che sono minorenni. A quel punto abbiamo anche se c’era un’ordinanza firmata dal sindaco deciso per la cosa piu’ logica da fare, cioè: farli entrare in classe e poi avvertire i genitori per farli venire a riprendere. D'altronde, non avevamo altra soluzione».

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