Covid, il bimbo non mangia più, ma non ha sintomi. La mamma: «Costretto a fare il tampone per rientrare all'asilo»

Il bimbo non mangia più, ma non ha sintomi Covid. La mamma: «Costretto a fare il tampone per rientrare all'asilo»
di Teodora Poeta
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Nel caos delle autocertificazioni e delle varie responsabilità in capo ai pediatri di base, si fa davvero difficile anche il rientro a scuola dopo le assenze ai tempi del Covid-19. E così c’è chi proprio ci rinuncia a far assentare i propri figli anche se per necessità reali e che nulla hanno a che fare con il tanto temuto Covid a causa del pediatra che gli preannuncia di dover richiedere per forza il tampone ai bambini prima di rimandarli all’asilo. Un racconto che lascia molti dubbi e perplessità sull’attuale gestione dell’emergenza sanitaria che si va sempre più intasando, forse anche a causa di questi episodi. Protagonista è una 30enne di Teramo mamma di una coppia di gemelli, un maschietto e una femminuccia, al primo anno di asilo.

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Da qualche tempo il maschietto ha un rifiuto per il cibo e così i genitori hanno deciso, dopo una serie di controlli ed esami, di farlo seguire da una psicoterapeuta che proprio qualche giorno fa ha consigliato alla mamma, dopo alcune sedute, di provare per una settimana a pranzare da sola con lui. «Mi ha detto di fare questo tentativo – ci spiega la mamma – e di far diventare il pranzo un momento da dedicare tutto a noi due». Per quella settimana, però, la gemellina non sarebbe riuscita a rimanere da sola all’asilo. «Senza il fratello, che sta con lei in classe, avrebbe pianto. Il problema è che sarei dovuta andare a riprendere prima all’asilo il maschio. Io, quindi, avevo deciso di non portare entrambi all’asilo per quella settimana di prova e di lasciare, ad ora di pranzo, la bimba alla nonna che abita proprio sopra casa mia».

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E, invece, cos’è successo? «Sapendo che adesso c’è bisogno del certificato per rientrare a scuola dopo più di cinque giorni di assenza, prima di iniziare ho chiamato la pediatra di base e le ho raccontato quello che avrei dovuto fare. Ovviamente lei sa tutto e anche la scuola, visto che il bambino la mattina entra più tardi, autorizzato, per andare a fare le sedute». E cosa le ha risposto? «Che ha le mani legate e che mi avrebbe dovuto prescrivere i tamponi per tutti e due per farli tornare all’asilo dopo una settimana, altrimenti avrei dovuto tenerli a casa per 15 giorni». Un isolamento domiciliare volontario, insomma, pur senza alcun sintomo e pur sapendo, la pediatra, il motivo per cui non sarebbero andati all’asilo. In questo caso la mamma, dopo aver sentito la pediatra, ha scelto di continuare a mandarli all’asilo i suoi figli, nonostante il problema del bambino e il consiglio di una specialista per tentare di aiutarlo nel problema alimentare. «Io non gioco con la vita dei miei figli, non so se la pediatra lo ha capito». 

Mercoledì 11 Novembre 2020, 11:49 - Ultimo aggiornamento: 12:02
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