Arrivati dal Sud 39 migranti in Abruzzo: evitata all'ultimo la destinazione di Roseto

Arrivati dal Sud 39 migranti in Abruzzo: evitata all'ultimo la destinazione di Roseto
di Tito Di Persio
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Venerdì 17 Luglio 2020, 10:20 - Ultimo aggiornamento: 10:21

Sono 39 i migranti arrivati nella tarda serata di ieri in Abruzzo. Dovevano esseri 51, compreso i dodici destinati all’hotel Felicioni di Roseto. Tappa saltata all’ultimo momento perché, quando il pullman è arrivato nella nostra regione, alla conta il numero delle persone era inferiore al previsto. Allora la decisione di ripartirli in tre provincie:  tredici sono stati portati in un centro d’accoglienza a Pettorano sul Gizio in provincia dell’Aquila, tredici in provincia di Pescara e i restanti a Chieti. Gli extracomunitari sono di diverse nazionalità e arrivano tutti dal centro d’accoglienza di Casteltermini, nell’Agrigentino. Luogo di cui si sono occupate le cronache nazionali in questi giorni dopo diverse aggressioni nei confronti degli uomini delle forze dell’ordine e il continuo fuggi, fuggi dei migranti, senza rispettare la quarantana.


Con il passare delle ore si sta facendo chiarezza sull’annosa vicenda che in questi giorni sta scatenato il malcontento dei cittadini rosetani, che dai social non escludevano l’ipotesi di scendere in strada per manifestare. Stando a quando riferito dalla prefettura di Teramo, martedì mattina era arrivata una comunicazione da parte del Ministero dell’interno, alla prefettura del capoluogo di regione. E questa, in base al numero dei migranti comunicati dal ministero, li aveva ripartiti su tutto il territorio provinciale. Successivamente queste persone vengono assegnate ai gestori dei centri d’accoglienza che li hanno richiesti dopo aver partecipato ad una gara. Compreso l’hotel Felicioni, come aveva riferito mercoledì il primo cittadino di Roseto, Sabatino di Girolamo alla nostra testata giornalistica affermando di aver ricevuto, sempre nelle giornate di martedì, una telefonata verso mezzogiorno da parte della prefettura, con a seguito una lettera, dove: «Non si evince, come invece in altri casi, che si tratta di persone sottoposte a controlli sanitari rigorosi e nel rispetto delle misure anti Covid-19. Ma soltanto che saranno messi in quarantena per 14 giorni. Inoltre non mi è stata comunicata la loro provenienza i loro nomi e la loro nazionalità. Ovviamente per questa cosa e non solo per questo protesterò».



Concetto ribadito anche nella serata di ieri durante il consiglio comunale. Ma la vicenda, ieri mattina aveva preso una diversa piega. Di Girolamo sul suo profilo Facebook aveva pubblicato un lungo post per smentire la notizia dell’arrivo di 12 migranti. E’ vero che poi i 12 migranti non sono arrivati, ma per puro caso.
 

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