Covid, l'Abruzzo rimane arancione. Da oggi la somministrazione della pillola Paxlovid

Covid, l'Abruzzo rimane arancione. Da oggi la somministrazione della pillola Paxlovid
di Alessia Centi Pizzutilli
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Sabato 5 Febbraio 2022, 07:19

L'Abruzzo resta in zona arancione, ma si registra una discesa della curva dei contagi e il dato della terapia intensiva si assesta sotto la soglia di allarme. Nel monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute la classificazione complessiva di rischio viene giudicata non valutabile per la regione e quindi è stata equiparata a rischio alto, a causa di una serie di ritardi, segnala il report, nelle attività di monitoraggio e nella comunicazione dei dati. Il monitoraggio dell'Iss, relativo al periodo dal 24 al 30 gennaio, rileva una riduzione dei nuovi casi, ma un aumento dei focolai, con l'indice Rt che scende a 0,74. Vengono segnalate però due allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali, motivo per cui la classificazione della regione non cambia. 

Resta ancora alta la pressione sugli ospedali per l'area medica, che raggiunge un tasso di occupazione dei posti letto Covid del 38%, mentre viene registrato un calo nelle terapie intensive, da giorni sotto la soglia limite del 20% fissata per la zona arancione (il tasso è pari al 17,8%). Un indicatore su tre torna dunque su valori compatibili con la zona gialla. L'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti continua a scendere e arriva a 1.457 (a fronte di una soglia limite di 150). Intanto cresce in Abruzzo la richiesta e la somministrazione di farmaci antivirali, considerati insieme ai vaccini tra le armi più efficaci per evitare le ospedalizzazioni. È quanto emerge dall'ultimo report settimanale dell'Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) sugli anticorpi monoclonali e dal terzo report per gli antivirali per il trattamento del Covid, nel giorno in cui l'antivirale di Pfizer, il Paxlovid, è arrivato anche in Abruzzo.


Scendono sensibilmente le richieste degli anticorpi monoclonali, compensati però dai nuovi antivirali. Il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, a capo della task force abruzzese sul Covid-19, fa il punto della situazione epidemiologica e in particolare dei ricoveri: «Abbiamo una diminuzione discreta per i contagi che scendono giorno per giorno, ma restano alti i ricoveri, questo perché l'Abruzzo ha raggiunto il picco due-tre settimane più tardi rispetto per esempio alle regioni del Nord Italia, quindi anche la discesa della curva avrà qualche settimana di ritardo, ma ci sarà». L'elevato numero dei ricoveri in area medica, secondo Albani, è legato al numero di contagi da variante Omicron, che comunque resta alto e al fatto che la maggior parte sono pazienti vaccinati: «C'è un buon numero di ricoveri di persone vaccinate o giovani non vaccinati, che vengono colpiti dalla malattia ma non in modo grave, mentre in terapia intensiva ci sono meno persone ma quasi tutti non vaccinati. Ecco perché c'è questa disuguaglianza».

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