Covid, il nonno ha la febbre: nipote allontanato dall'asilo. La mamma scoppia in lacrime

Sabato 19 Dicembre 2020 di Maurizio Di Biagio
Covid, il nonno ha la febbre: nipote allontanato dall'asilo. La mamma scoppia in lacrime

 In un piccolo paesino di montagna il nonno ha la febbre: il nipote non viene fatto entrare a scuola dagl insegnanti e la mamma scoppia a piangere. Questo è capitato ad un bambino che nella mattina di ieri si è visto sbarrare il passo all’entrata dai docenti della scuola dell’infanzia di Nerito, in provincia di Teramo, perché i genitori degli alunni sono venuti a sapere che suo nonno aveva la febbre. La cosa non è stata presa bene né dal piccolo né dalla mamma che è scoppiata in lacrime lamentando un trattamento da appestato.

 

Il racconto è del sindaco di Crognaleto, territorio su cui insiste l’edificio scolastico, Giuseppe D’Alonzo: «Nella gestione del Covid occorre buon senso ma purtroppo come spesso capita quando il virus ci tocca da vicino lo si perde». Il primo cittadino ha già dovuto chiudere le scuole in quattro e quattr’otto perché il coronavirus gli «era entrato dentro» riaprendole successivamente il 9 dicembre, dunque esisteva già una certa preoccupazione. «Il nonno che ha la febbre convive col bambino (che, come spiega il padre, ha alcuni disturbi lievi di apprendimento, ndr) pertanto il dottore nella giornata di ieri gli ha subito prescritto un tampone: le mamme saputo il fatto si sono allarmate e non hanno mandato a scuola i loro piccoli, c’è da dire pure che il corpo docente nel recente passato si era pure ammalato».

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D’Alonzo tira in ballo il buon senso: «Era meglio che il bambino a questo punto restasse a casa, e la maestra poi glielo ha fatto capire, e qui è successo il putiferio: la mamma in lacrime, ha asserito che suo figlio sembrava un appestato, più tutte le altre rimostranze del caso, ed è scoppiata la miccia». «Ma metti che il nonno sia veramente positivo» è il ragionamento del sindaco di Crognaleto. «La famiglia del piccolo riferisce come il nonno abbia preso la febbre nell’orto ma in un momento così particolare dove tutti stanno con le molle è facile perdere il lume della ragione». Il paese è piccolo e la gente mormora,  tanto che i genitori degli altri alunni, appresa la notizia, non hanno mandato nella scuola di Nerito i loro piccoli. Ci vuole poco, in tempo di Covid-19, perché ci si allarmi facilmente da una linea di febbre altrui scatenando situazioni particolari. D’Alonzo nel suo territorio ha finora monitorato due famiglie che sono da relazionarsi all’imprenditore di Tottea morto per il virus pochi giorni fa: «Sono undici in totale e tutti in quarantena, oggi (ieri per chi legge, ndr) vanno a tampone». 

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