CORONAVIRUS

Coronavirus, la prudenza del luminare abruzzese Pio Conti su vaccini e Sputnik V

Domenica 16 Agosto 2020 di Saverio Occhiuto
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Coronavirus, la prudenza del luminare abruzzese Pio Conte su vaccini e Sputnik V

Il professore tiene a una prima precisazione: “Covid 19 è la malattia, non il virus, che corrisponde invece alla sigla Sars-Cov-2”. Disquisizione accademica con cui l'immunologo abruzzese Pio Conti, ricercatore presso la prestigiosa Tufts University di Boston, introduce un argomento di grande attualità nella lotta alla pandemia.

Professore a che punto siamo con il vaccino?

«Diciamo che in questo momento alla sua realizzazione è impegnato l'intero pianeta. Recentemente sono stati riportati in letteratura oltre 160 metodi di vaccinazione, ma quelli più accreditati e che sembrano realizzabili nel minor tempo possibile si possono contare sulle dita di una mano».

Qual è la maggiore difficoltà per arrivare all'obiettivo?

«I vaccini devono essere necessariamente somministrati per creare l'anticorpo contro le proteine presenti nella capsula del virus. In altre parole, la risposta indispensabile a inibirne l'effetto patologico. Attualmente ci sono almeno 6 strategie per realizzare un vaccino: l'utilizzo di virus attenuati, di virus inattivati e di parti del virus; filamenti del Dna e Rna (il messaggero che trasferisce l'informazione genetica del Dna alle proteine), o impiegando virus non patogeni. Tutti con lo stesso obiettivo: dopo vari passaggi su cellule immunitarie, si vanno a stimolare quelle di tipo B che producono gli anticorpi contro il coronavirus».

Sembra che i russi ce l'abbiano fatta stando alle recenti dichiarazioni di Vladimir Putin, che assicura di avere somministrato il nuovo vaccino anti Covid persino alla figlia.

«L'articolo che presenta il vaccino Sputnik V, annunciato da Putin l'11 agosto scorso, è stato pubblicato in Russia senza evidenza di revisione internazionale, nel linguaggio tecnico peer review. Come è noto gli articoli scientifici prima di essere pubblicati devono essere validati da arbitri esperti (referees), ma questo per il vaccino russo non sembra essere avvenuto. Quello realizzato a tempo di record e registrato solo in Russia è stato generato da proteine del capside dell'adenovirus umano usato come vettore (cargo) e modificato attraverso l'ingegneria genetica».

Con quali possibili conseguenze, per usare un linguaggio più profano?

«Il vaccino Sputnik V non mostra evidenze chiare in termini di efficacia e sicurezza. La sua realizzazione a tempo di record non sembra rispettare quelli che devono necessariamente trascorrere nelle 3 diverse fasi di realizzazione. La prima, che certifica la sicurezza e l'efficacia della risposta immune, richiede alcuni mesi. Così come la 2 e la, 3 relative ai tempi di somministrazione e alle risposte individuali ai test, con il conseguente controllo del rischio di infezione e dei vari effetti collaterali. Quest'ultima dalla durata minima di 4-6 mesi».

Mi sembra scettico sull'annuncio di Putin. Su cosa è invece lecito sperare rispetto a ciò che sta accadendo nel mondo della ricerca?

«Un metodo nel quale si rivestono molte aspettative è il vaccino mRna-1273 del National institute of Health (Usa) basato sul gene della proteina attiva spike, che utilizza come vettore virale non replicante un adenovirus di scimpanzé. La sperimentazione di questo vaccino sui primati ha determinato una inibizione della replicazione del coronavirus-19 nel polmone a livelli di anticorpi del 50% superiori a quelli del siero di individui che avevano precedentemente contratto la malattia e in fase di convalescenza».

Non c'è però alcuna risposta di questo metodo sull'uomo.

“La vaccinazione in due dosi distinte sui primati ha indotto una soddisfacente attività anticorporale capace di neutralizzare il coronavirus-19. Questi risultati dimostrano effetti benefici anche nelle vie aeree superiori e inferiori, con minimi effetti collaterali. Come un lieve mal di testa, leggera infiammazione sistematica e dolore nel punto di inoculazione”.

Si resta però in mare aperto, con l'annuncio di Putin dal sapore vintage, da Guerra fredda, a giudicare anche dal nome dato al vaccino russo.

«La realizzazione del vaccino anti Sars-Cov-2 è questione complessa e delicata. Un errore nella compilazione può provocare risposte immunitarie errate, con gravi conseguenze per la popolazione mondiale visto che potrebbe infettare tutti gli esseri viventi del pianeta. Sicuramente il metodo più efficace per prevenire la malattia è la vaccinazione, ma la fretta può giocare in questi casi brutti scherzi che il mondo ha oggi la possibilità di evitare se la politica decidesse di affidarsi, una volta per tutte, alla comunità scientifica mettendo da parte le logiche della propaganda».
 

Ultimo aggiornamento: 18:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA