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Coronavirus, ospedali e Terapie intensive sotto pressione in Abruzzo

Coronavirus, ospedali e Terapie intensive sotto pressione in Abruzzo
di Stefano Dascoli
3 Minuti di Lettura
Venerdì 16 Ottobre 2020, 08:09

Coronavirus, se l’andamento giornaliero dei nuovi casi positivi può risentire di diverse fluttuazioni e può essere imputato a numerosi fattori, c’è un dato che rappresenta la vera spia dell’evoluzione dell’epidemia da coronavirus: è quello dei ricoveri in ospedale. La condizione delle cure rappresenta l’indicatore principe per poter valutare la condizione di un territorio. Ieri in Abruzzo, come riportato dall’ultimo bollettino diffuso dalla Regione, ci sono 159 (+5 nelle ultime 24 ore) pazienti ricoverati in terapia non intensiva e 10 in terapia intensiva (-5 nelle ultime 24 ore). Ma qual è, oggi, la capacità massima della regione di poter accogliere persone malate nelle strutture pubbliche?

In questo senso fino ad ora il giorno più nero è stato il 3 aprile, con 361 persone ricoverate in terapia non intensiva e 76 in terapia intensiva. Oggi, dunque, la situazione è nettamente diversa, sebbene la preoccupazione di queste ore riguardi in particolare modo la crescita, lenta ma costante, dei ricoveri. Basti pensare che il 1 ottobre, cioè appena 15 giorni fa, in ospedale c’erano solo 52 persone, con 5 costrette alla terapia intensiva. Addirittura il 1 settembre erano rispettivamente 29 e 1. In un mese e mezzo, dunque, i ricoveri ordinari sono cresciuti del 448 per cento.

Entrando ancora più nello specifico il dato più importante è certamente quello della capacità delle terapie intensive di poter reggere l’urto. Oggi sono occupati 10 posti sui 133 attualmente disponibili. Prima della pandemia erano 123. Il piano di potenziamento della rete Covid, già approvato dal Ministero della Salute e con il governatore Marco Marsilio designato come soggetto attuatore dopo la delega attribuita dal commissario Domenico Arcuri, porterà ad avere 189 posti. Nel frattempo il tasso abruzzese è di 10 posti ogni 100 mila abitanti, che è leggermente al di sotto del target previsto, individuato a 14. Ragionando per assurdo significa che l’Abruzzo può sopportare al massimo 2.000 contagi ogni 100 mila abitanti, rispettando il tasso attuale di pazienti in terapia intensiva che è dello 0,5% dei contagiati.

In termini assoluti non più di 26 mila abruzzesi possono avere contemporaneamente il Covid, altrimenti il sistema andrebbe in tilt. Significa non superare un limite giornaliero che grosso modo è individuabile a 450 casi. Va detto che questa simulazione è frutto dell’analisi dei dati allo stato attuale delle cose e che un eventuale sovraccarico del sistema sanitario potrebbe ulteriormente peggiorare anche le proiezioni. Per il momento i ricoverati sono divisi piuttosto equamente sul territorio. In provincia dell’Aquila ce ne sono 39, di cui 4 in terapia intensiva (uno fa riferimento all’area aquilana e 3 a quella marsicana). A Pescara ci sono circa 40 ricoverati, a Teramo oltre 30. I reparti di Malattie infettive di Chieti e Vasto hanno esaurito i posti e ieri è stato aperto il primo reparto reparto Covid a Chieti, convertendo una Medicina. I pazienti di Rianimazione di Chieti sono in cura al Covid Hospital di Pescara. 

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