Coronavirus, ondata anomala di casi sospetti a Pescara: sei malati intubati

Coronavirus, ondata anomala di casi sospetti a Pescara: sei malati intubati
di Alessandra Di Filippo
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Giovedì 12 Marzo 2020, 08:51

Ben 43 casi positivi al Coronavirus riscontrati solo alla Asl di Pescara. Un numero però purtroppo destinato a crescere. Nelle ultime ore, ricoverate altre quattro-cinque persone, residenti fra Pescara e Montesilvano. Sino alla serata di ieri, sei erano i pazienti affetti da Coronavirus intubati. Gente di 38, 42, 57 e 62 anni. In terapia intensiva, ma in condizioni definite meno gravi, altri due casi. Situazioni più tranquille nella sub intensiva. E poi sempre sino alla serata di ieri quattro ricoveri nell'ala sud del sesto piano, dove si trova il reparto di Malattie Infettive che per far fronte al meglio alla emergenza e avere tutti gli spazi e i posti letto disponibili, è stato ampliato. Oltre all'ala sud, dove prima era sistemata parte della Geriatria, è stata occupata anche l'ala ovest.

«Nonostante la situazione sia in continua evoluzione – spiega Giustino Parruti, direttore dell'Unità Operativa di malattie infettive di Pescara e coordinatore dell’emergenza su incarico della Regione – tutto è sotto controllo e non stiamo avendo problemi particolari. La logistica tiene e il personale sta mettendo il massimo impegno, anche facendo sacrifici, per far funzionare la struttura». Creata, fra l'altro, una seconda Rianimazione sempre nel reparto di Malattie Infettive. Sono stati dislocati nove posti letto di terapia intensiva, completamente isolati e in bio contenimento. I pazienti qui ricoverati sono seguiti da due medici rianimatori. In poco tempo, quindi, sono state realizzate delle strutture ad hoc per essere pronti ad ogni evenienza. In un quadro non certo edificante, si contano però le primi dimissioni.

Dopo lo speleologo 48enne di San Giovanni Teatino, fra i primissimi casi di Coronavirus in Abruzzo, già oggi potrebbe lasciare l'ospedale il 25enne di Manoppello, ricoverato sabato. Le sue condizioni sono infatti migliorate e pertanto i medici potrebbe decidere di fargli ultimare le terapie a casa. Dimessi ieri anche due pazienti che erano ritenuti molto sospetti e per questo erano stati posti in isolamento. Da oggi saranno effettuati accertamenti più accurati di tipo epidemiologico per capire meglio come talune persone contagiate abbiano contratto il virus. Se alcuni casi sono già abbastanza chiari, per altri c'è bisogno di un ulteriore approfondimento. Ad esempio, non si sa ancora come il 68enne di Pianella deceduto, due giorni fa, abbia contratto il Coronavirus. Stando a quanto riferito dal sindaco stesso in un video postato su facebook, l'uomo, che era affetto da diverse patologie serie, negli ultimi tempi era stato praticamente sempre per ospedali e strutture sanitarie. Considerando l'elevata presenza di pazienti provenienti dalla zona di Città Sant'Angelo e da Penne, nel cui nosocomio era ricoverato il coltivatore diretto del centro angolano poi risultato positivo, si ritiene probabile la presenza di un focolaio locale con contagi partiti durante un funerale. Tutto però da chiarire. 

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