CORONAVIRUS

Abruzzo, la crisi del lavoro: primi timidi segnali di ripresa

Venerdì 31 Luglio 2020 di Stefano Dascoli
Sebbene in un quadro di grave incertezza e di conclamata crisi economica, i mesi di maggio e giugno, in Abruzzo, sembrano offrire i primi timidi segnali di rilancio. Uno degli elementi più indicativi è quello delle ore autorizzate di cassa integrazione, in drastico calo rispetto ai periodi precedenti ma, in ogni caso, facendo registrare i record negativi di tutti i tempi. Lo certifica il Centro studi “Lavoro&Welfare” presieduto dall’ex ministro Cesare Damiano.

La situazione nei primi 6 mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 ha fatto registrare un forte peggioramento dell’andamento economico in Abruzzo, con un aumento delle ore di cassa integrazione totali pari al +1.566,23%, da 2,66 milioni del 2019 (compresi i Fondi di solidarietà) a 44,4 milioni del 2020. Per quanto riguarda la Cassa Integrazione Guadagni (Cigo, Cigs e Cigd) nei primi sei mesi del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, le ore da regime ordinario aumentano in Abruzzo del +1.244,88% con oltre 34,4 milioni. L’andamento della Cig ordinaria presenta articolazioni provinciali diverse: all’Aquila l’aumento è stato del +2.014,57%; a Chieti del +1.249,36%; a Pescara del +3.724,59%; più contenuto a Teramo, con il +730,32%.

La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo) fa registrare la richiesta maggiore, anche per effetto della scelta di caricare in questo ambito quasi tutte le nuove richieste di sospensione per il Covid-19. L’aumento delle ore nei primi 6 mesi del 2020 sullo stesso periodo del 2019 è pari a +2.291,86%: all’Aquila +3.886,80%; a Chieti +1.522,31%; a Pescara +2.281,95%; a Teramo +4.171,98%. La Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) fa invece registrare una riduzione anche se in misura ridotta soprattutto per effetto della sospensione temporale dei decreti di Cigs con il carico dei lavoratori interessati sulla Cigo e sulla Cigd per Covid-19. La diminuzione, sempre con riferimento al primo semestre, è del -26,54%. All’Aquila si è registrato un aumento del +92,50%; a Chieti una riduzione del 49,71%; a Pescara le ore di Cigs aumentano del 100% mentre a Teramo scendono del -67,23%. Per quanto concerne la Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (Cigd) supera i livelli del 2012. Si registra, nel primo semestre, un forte aumento nelle ore di del +20.233,65%. A L’Aquila l’aumento è stato del 100%; a Chieti dell’11.284,16%; a Pescara del 100%; a Teramo del 10.170,53%. Il numero delle aziende in Cigs (con sede direzionale in Abruzzo) che fanno ricorso a nuovi decreti aumenta: sono 33 (+106,25%) per oltre 384 siti aziendali presenti sul territorio abruzzese.

In riduzione i ricorsi per “Crisi aziendale”: -75%, il 3,03% del totale dei decreti. In aumento il ricorso alla “Riorganizzazione Aziendale”: +300% (sono 4), il 12,12% del totale dei decreti. I “Contratti di Solidarietà” continuano ad essere consistenti, sono in aumento (20 in totale, +81,82%) nel 2020 ed hanno superato di molto la metà di tutti i decreti di Cigs concessi: sono il 60,61% sul totale dei decreti, un anno fa erano il 68,75% del totale. Per quanto riguarda la “Cessazione di attività” vi è un aumento del 100% con 3 aziende, sono il 9,09% del totale. Se si considerano le ore totali di Cig, equivalenti a posti di lavoro con lavoratori a zero ore, in questi primi 6 mesi del 2020 si determina un’assenza completa di attività produttiva per oltre 42 mila lavoratori, di cui oltre 1.000 in Cigs, 7.000 in Cigd, 25.100 in Cigo e oltre 9.500 nei Fondi di Solidarietà (FIS). In base alle ore di CIG totali si sono perse 5.551.896 giornate lavorative.

I lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig in questi 6 mesi del 2020 hanno già perso complessivamente nel loro reddito oltre 128 milioni di euro. Ogni singolo lavoratore in Cig a zero ore ha visto ridursi il proprio reddito di oltre tremila euro al netto delle tasse. «Con il mese di giugno si registra una tendenza al ribasso delle ore autorizzate – dice Cesare Damiano -. E’ un ribasso che avevamo previsto. In ogni caso considerando che abbiamo già totalizzato in Italia 2,2 miliardi di ore è molto probabile che pur avendo registrato questa diminuzione a giugno c'è il rischio di triplicare il numero rispetto al 2010 che è stato l'anno orribile, con 1,2 miliardi di ore. Il rischio è arrivare a 3,5 miliardi». © RIPRODUZIONE RISERVATA