CORONAVIRUS

Coronavirus, D'Alberto: un pensiero alle mamme che non ci sono più

Domenica 10 Maggio 2020
Coronavirus, D'Alberto: un pensiero alle mamme che non ci sono più

Alle mamme «travolte» dal coronavirus, alle mamme volonterie, infermiere, insegnanti. Il «grazie» speciale che il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto ha affindato a Facebook. 

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 «Quella della festa della mamma è una ricorrenza nella quale la retorica, onestamente, prende il sopravvento. Intendo fuggire da questo ma senza perdere l'occasione per celebrare una occasione dal rilevante significato. E lo faccio innanzitutto pensando alle mamme travolte da ciò che sta accadendo, che non ci sono più o che piangono la perdita di un caro. Ecco, voglio indirizzare il mio primo pensiero a loro, colpite da un evento così dirompente e protagoniste, come sono sempre state nella storia, della risposta, della accettazione non passiva degli accadimenti. Allora gli auguri di noi figli e cittadini vanno quest'anno in particolare a loro».


«Con esse, rendiamo omaggio alle mamme che nella forzata chiusura dentro le case, sostengono, aiutano, fanno comprendere ai loro figli cosa sta accadendo. Abbracciamo soprattutto le mamme che vivono e superano con enorme forza la maggiore difficoltà di affrontare la chiusura obbligata degli spazi e dei servizi per i nostri bambini e ragazzi speciali. Non vi lasceremo sole. Mai».

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«Non dimentico, poi, le mamme che lavorano negli ospedali, con qualsiasi mansione, o quelle delle forze dell'ordine o del volontariato, in prima linea, e le insegnanti chiamate ad un impegno speciale e nuovo anch'esse, e in generale tutte le mamme che in questo periodo sono state sul fronte per garantire servizi e sostegno alle nostre comunità; tutte, con il valore aggiunto della sensibilità materna, protettiva e mai doma.
Insomma quest'anno la festa della mamma a tutto si presta tranne che alle frasi ad effetto e un po' scontate. Perciò, oltre che un abbraccio intenso, l'unico sincero modo per celebrarla è di pronunciare questa bellissima parola: Grazie, grazie a chi ci ha dato la vita e ogni giorno, come il primo giorno, ci insegna ad amarla».

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