Coronavirus, alta tensione nei carceri di Pescara e Teramo

Coronavirus, alta tensione nei carceri di Pescara e Teramo
di Matteo Bianchini
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Martedì 10 Marzo 2020, 08:57

«Potevamo essere i primi in Italia a dover fronteggiare la rivolta, ma il personale è riuscito a dialogare con i detenuti riportando la calma all'interno del penitenziario». A parlare è Giuseppe Pallini, segretario provinciale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria, operante nella casa circondariale di Castrogno (Teramo), dove venerdì notte sarebbe potuta scoppiare una pericolosa rivolta dei detenuti a seguito delle nuove direttive sul contenimento del Coronavirus che hanno sospeso per evitare potenziali situazioni di contagio tutte le visite in carcere.

Rivolta sventata anche a Pescara, dove domenica sera i detenuti hanno sbattuto per protesta le inferriate fino alle 23, ma che è andata in scena però in altri penitenziari italiani: Frosinone, Modena (dove si registrano 6 morti), Napoli e Foggia e, proprio in quest'ultima città, alcuni detenuti, dopo aver preso il controllo di diverse sezioni del carcere, sono addirittura evasi.

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