TERREMOTO

Connessioni e tecnologie: «Con il 5g L'Aquila diventerà un modello in Europa»

Giovedì 20 Aprile 2017 di Stefano Dascoli
L'AQUILA - I piccoli satelliti, la materia oscura, la comunicazione di un colosso come il cinese Zte, i veicoli connessi di Fiat, i sensori che monitorano le strutture sottoposte a terremoti, la realtà virtuale per visitare la città e i monumenti in 3D, la gestione energetica delle case. Non è un elenco fantascientifico, ma ciò che si potrebbe presto concretizzare all'Aquila che si candida a diventare una delle città europee smart, ad alto tasso di innovazione. Niente libro dei sogni: lo si è toccato con mano ieri alla presentazione della sperimentazione sul 5g che si è tenuta non a caso nei locali dell'Università, all'ex San Salvatore. Se si muovono soggetti come Qualcomm e soprattutto Fca, significa che il territorio è diventato davvero appetibile per ricerca e investimenti. Sta accadendo un qualcosa che rischia di indirizzare presto la città verso una vocazione precisa: un ecosistema fertile che comprendeva i laboratori del Gran Sasso e il Gran Sasso Science Institute, a cui si sono aggiunti progetti di grande caratura come quello dei sottoservizi e soprattutto la grande mole di innovazione attorno al lavoro dell'Università. Ecco perché, come hanno detto ieri Sebastiano Di Filippo di Qualcomm ed Enrico Pisino di Fca, i grandi player mostrano più che un interesse a fare ricerca e investire qui. A tutto questo si è aggiunta la selezione del territorio come uno dei cinque luoghi in cui sperimentare il 5g, il nuovo modello di connessione dati. A suggellare il traguardo ieri è stata la presenza del sottosegretario allo Sviluppo economico, con delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli.

IL DIBATTITO
La rettrice Paola Inverardi ha parlato di un «primo risultato non banale» nella direzione di fare dell'Aquila «una città laboratorio per la ricostruzione come innovazione tecnologica». «5g ha aggiunto - significa che soggetti verranno a investire su questa città, per fare cose che in Europa saremo i primi a fare». Il sindaco Cialente ha ricordato le prime fasi dopo il sisma: «Il problema allora era se ricostruire e basta o fare qualcosa di più. Ho finito la mia lunga esperienza politica: dico che L'Aquila può diventare una delle prime 50-70 città europee. Serve attenzione estrema alla qualità della vita, all'accoglienza, al turismo, all'ambiente, allo sviluppo ecosostenibile, alla cultura. Come Bilbao o Lipsia, non abbiamo nulla di meno». Il vice presidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, ha ringraziato il sindaco («Ci ha fatto arrabbiare quotidianamente, ma senza lui non ci sarebbe nulla di tutto questo»), poi ha evidenziato gli altri grandi progetti in arrivo: Fca, i piccoli satelliti di Thales, la Nuova officina Assergi dei laboratori del Gran Sasso, il possibile sbarco del centro di ricerca Zte, player cinese della comunicazione. L'assessore comunale Stefano Palumbo è stato uno dei motori del 5g: «Essere tra le cinque città italiane indicate dal Ministero è motivo di grande orgoglio per l'intera città. La risposta non va ricercata nel classico schema, non è una concessione del governo all'Aquila in quanto città terremotata. No, L'Aquila c'è perché è in grado di accettare questa sfida».

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