Il comunista e Cicciolina. Quando Acerbo si finse giornalista per intervistare la pornostar

Il comunista e Cicciolina. Quando Acerbo si finse giornalista per intervistare la pornostar
di Mila Cantagallo
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Giovedì 2 Dicembre 2021, 08:14

Quando Maurizio Acerbo intervistò a Pescara Cicciolina... Un capitolo inedito affiora nel vissuto del segretario nazionale di Rifondazione comunista, un aneddoto svelato in occasione dei 70 anni dell'ex pornostar ungherese, apena festeggiati. L'incontro è avvenuto nel 1985 e non certo motivato da ragioni politiche visto che il leader della sinistra all'epoca era un giovane militante comunista e Ilona Staller, già icona della trasgressione, si sarebbe candidata alla Camera solo due anni dopo.

In occasione di uno spettacolo della diva dei set a luci rosse, Acerbo si introdusse nel suo camerino al teatro Massimo in veste di giornalista della rivista Spleen da lui fondata in quel periodo, ma mentì all'entourage della showgirl, come lui stesso ammette: «Insieme agli amici fotografi Stefano Di Santo, noto come Spartaco Superanima ,e Riccardo Cecchini ci presentammo come inviati di Frigidaire, l'unico che scattava davvero foto per il nostro periodico preferito era Riccardo, ma fingere era l'unico modo per poter scrivere un articolo sulla nostra rivista underground. Gli addetti ai lavori ci lasciarono entrare, dopo lo spettacolo fummo invitati ad accodarci ad una fila interminabile di uomini che volevano incontrare la Staller per motivi ben diversi. Quando finalmente ci trovammo davanti a lei con tanto di registratore, microfono e taccuino, riuscimmo a fare ben poco perché subimmo un'aggressione pacifica che ci fece perdere la parola. Fummo palpeggiati ovunque, l'unico in grado di porre qualche domanda fu Riccardo che in seguito sarebbe diventato ospite fisso di trasmissioni televisive. Alla fine scrissi un lungo articolo grazie al cospicuo materiale raccolto sull'evento».


Il politico ricorda le impressioni di quella serata da infiltrato nel camerino della prorompente pornostar: «Prima dell'intervista assistetti allo spettacolo, lei era una donna attraente nel fiore dei suoi anni, ma ciò che più mi stupì fu la folla inverosimile che guardava lo show, composta da soli uomini, a Pescara non avevo mai visto tanta gente nemmeno agli eventi culturali più attesi». Il segretario di Rifondazione ricorda il numero cult di Frigidaire 1980 in cui la stella del nudo apparve insieme al filosofo Norberto Bobbio:

«Fu una bomba come la rivista che venne boicottata dalla commissione ministeriale la quale negò i fondi per l'editoria. Il mio racconto su Spleen fu molto letto, più degli articoli che avevo scritto su Julian Beck, Siouxsie and Banshees e Piero Pelù. Non possiamo negare che Ilona Staller sia entrata nella storia dei costumi di un Paese che nella cultura del porno è peggiorato rispetto agli anni '80. Lei era disinibita ed esplicita, più democratica del bunga bunga. Ora in rete c'è tanta spazzatura, vengono veicolati modelli maschilisti e non esiste un'educazione sessuale con un fine preventivo, come nei paesi del nord Europa. Se siamo ancora così indietro non è colpa di Cicciolina, ma dell'ipocrisia della politica italiana».

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