Colpo di pistola al consigliere provinciale Giansante, si aggrava la posizione di Alberto Garzarelli: per l'accusa è tentato omicidio

Si complicano le cose per il 56enne di Nereto che mercoledì mattina nella piazza del paese ha sparato due colpi di pistola e con il primo ha colpito ad una coscia il politico

Colpo di pistola a Giansante: l’accusa è tentato omicidio
di Teodora Poeta
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Sabato 25 Maggio 2024, 06:51

Si aggrava la posizione di Alberto Garzarelli, il 56enne di Nereto che mercoledì mattina, verso ora di pranzo, nella piazza del paese ha sparato due colpi di pistola e con il primo ha colpito ad una coscia il consigliere provinciale Luciano Giansante che è rimasto ferito in maniera lieve. Nei suoi confronti, infatti, adesso l’accusa è di tentato omicidio. Stamattina, in carcere, ci sarà l’udienza di convalida davanti al gip Marco Procaccini. Dai primi rilievi di polizia e carabinieri è emerso che la pistola detenuta illegalmente dal 56enne si è inceppata. Garzarelli, insomma, così ora ipotizzano gli inquirenti, avrebbe potuto continuare a sparare e forse uccidere. Come sia arrivato fino a quel punto non è ancora chiaro. Oggi potrebbe raccontarlo lui stesso al giudice se non dovesse avvalersi della facoltà di non rispondere. Spiegare perché è uscito di casa armato e si è diretto, pieno di rancore, verso il consigliere provinciale. Giansante, da parte sua, già il giorno del ferimento ha sostenuto di essersi trovato per caso nella traiettoria di Garzarelli, ma che chiunque ci sarebbe potuto capitare.

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IL POST

Eppure dai post sulla propria pagina Facebook, il 56enne fa il suo nome, insieme a quello di altri amministratori comunali e non solo, per esprimere le proprie rimostranze. «Dopo anni di tormento, adesso si possono permettere di saltare qualche giorno, sanno che basta poco, anche perché chi capita in queste situazioni, sviluppa delle patologie, ansia, paura, stanchezza mentale, insomma ci si ammala – si legge -.

Sono 6 anni che non esco col buio e tra qualche settimana dovrò affrontare le varie denunce penali, aspettando la mannaia che sarà calata dall’Agenzia delle entrate». Parole che confermano uno stato emotivo sicuramente non sereno, scritte già qualche mese fa, prima che tutto avvenisse.

Dopo aver sparato, il 56enne si è anche barricato in casa e per poter uscire ha preteso l’arrivo della polizia questo perché lui si sentiva perseguitato dai carabinieri, contro i quali ha addirittura gettato una tanica di benzina. Gesti dettati dalle sue continue fobie, come quelle per i vicini di casa, tutti, a suo dire, lì a fare dispetti ai suoi due amati cani. In passato Garzarelli è stato proprietario di una tabaccheria, venduta ormai da anni. Oggi vive in una casa nella palazzina ereditata dai genitori, dove c’è anche suo fratello. In paese è conosciuto. «Quando è tranquillo - dicono – è una persona di grande cultura».

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CULTURA

Dopo l’arresto è stato portato in carcere a Castrogno. Oltre al tentato omicidio, deve rispondere anche del porto abusivo dell’arma, lesioni e resistenza. Nei suoi confronti il consigliere Giansante ha subito sporto querela, depositando il certificato del pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Omero, dove poi lui si è recato per le cure, in cui si parla di sette giorni di prognosi. Il colpo lo ha raggiunto alla coscia sinistra, quasi all’altezza dell’inguine. Lui sta bene, ma la paura è stata tanta. Dopo i primi momenti in cui si era ipotizzato che avesse utilizzato una scacciacani, al momento del sequestro è stato accertato che si trattava di una pistola vera che non era stata denunciata. Non è escluso che oggi, in fase di convalida dell’arresto, il difensore del 56enne, l’avvocato Luca Macci, possa chiedere una perizia psichiatrica.

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