Chieti piange Fabio, il ragazzo innamorato dei motori morto nello schianto

Chieti piange Fabio, il ragazzo innamorato dei motori morto nello schianto
di Gianluca Lettieri
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Lunedì 1 Agosto 2016, 12:53

«La vita è questa. Niente è facile e nulla è impossibile». Così scriveva su Facebook Fabio D’Ettorre, l'operaio di 33 anni di Chieti morto ieri in un incidente stradale nell'aquilano. Fabio era un ragazzo che non si fermava davanti alle difficoltà. E non è un caso se quella scritta, che aveva deciso di pubblicare su Facebook neanche un anno fa, è accompagnata dalla foto di una strada. Un rettilineo simile a uno dei tanti che ha percorso chissà quante volte in sella alla moto. Già, perché le due ruote erano la sua passione più grande. E anche ieri, come spesso accadeva nel fine settimana, non aveva rinunciato alla passeggiata in montagna.

Era uscito di casa presto, intorno alle otto del mattino, insieme agli amici di sempre. Fabio, 33 anni, lavorava come operaio alla Magma, azienda di contrada Selvaiezzi che si occupa di recupero, selezioni e riciclaggio di scarti industriali. Viveva in via dei Canneti, tra contrada Casoni e Colle Marcone, insieme alla mamma Anna, infermiera, e al papà Alberto, operaio della Mantini in pensione. La notizia della sua morte è piombata a Chieti nel primo pomeriggio: un dolore opprimente, devastante per i genitori, la sorella Manuela, il fratello Marco (ingegnere), i colleghi di lavoro, i tanti giovani che hanno trascorso anche solo pochi minuti insieme a quel ragazzo disponibile con tutti e dal carattere solare. Nel pomeriggio i famigliari hanno raggiunto l’obitorio dell’ospedale dell’Aquila, dove il corpo di Fabio è stato trasportato per la ricognizione cadaverica.

Oggi il magistrato di turno dovrebbe disporre l’autopsia, poi verranno fissati i funerali. L’amore per i motori, dice chi lo conosceva bene, lo aveva contagiato fin dai tempi delle scuole superiori, trascorsi tra i banchi dell’istituto professionale Umberto Pomilio, a Chieti scalo. In una delle fotografie più recenti postate su Facebook, si è fatto immortalare da un amico in una strada di montagna. A due passi, la sua Kawasaki verde: lui è di spalle, sullo sfondo il Gran Sasso. Amava viaggiare, Fabio. L’ultima vacanza aveva deciso di passarla in Portogallo: con lui c’era anche Mauro, uno dei due amici che ieri si trovava ad Arischia e che è rimasto illeso. L'altro, Sergio, che lavora in una vetreria di San Giovanni Teatino, è ricoverato ad Avezzano.

Le immagini sui social network raccontano quelle spensierate giornate di inizio giugno trascorse a Lisbona dopo un anno di lavoro. Su Facebook in tanti hanno voluto ricordare Fabio e lasciare un messaggio di vicinanza ai famigliari. Anche se, come scrive un conoscente, «non ci sono parole per consolarli da un dolore così grande». In tanti si chiedono cosa sia potuto accadere in quei terribili attimi in cui l’operaio della Magma si è schiantato con la moto sulla strada che porta al lago di Campotosto. Ma adesso è il momento del dolore, non c’è spazio per le domande. Il saluto di Boris è un pugno al cuore: «Che la strada per il Paradiso sia lunga e piena di curve».

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