Ex carabiniere ucciso, folla al funerale in Abruzzo

Sabato 13 Giugno 2020
Ex carabiniere ucciso, folla al funerale in Abruzzo (foto Colacioppo)

E' iniziato poco fa il funerale a Mozzagrogna, paesino in provicai di Chieti, dove era nato l'ex carabiniere Antonio Cianfrone, ucciso mercoledì  scorso in un agguato nelle Marche. Per il delitto sono stati arrestati marito e moglie. Sull'altare la foto, sopra la bara, di  Cianfrone vestito con la divisa di carabiniere. Presenti i sindaci  di Fossacesia Enrico di Giuseppantonio e il  primo cittadino di Mozzagrogna Tommaso  Schips.

Agguato sulla pista ciclabile: ex carabiniere ucciso da un killer in moto
Una settimana dopo l'omicidio di Cianfrone, carabiniere sospeso dal servizio, sono finite in carcere due persone, moglie e marito, che secondo la Procura di Ascoli Piceno avrebbero organizzato ed eseguito il delitto, sul cui movente ancora non ci sono certezze. L' ex vice comandante della stazione dei carabinieri di Monsampolo del Tronto, di origini abruzzesi, è stato ucciso la mattina del 3 giugno scorso da quattro colpi di arma da fuoco lungo una pista da jogging a Spinetoli. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Ascoli Piceno hanno sottoposto oggi a fermo Giuseppe Spagnulo, di 54 anni e sua moglie Francesca Angiulli, di 50 anni, entrambi originari di Taranto, da molti anni residenti a Spinetoli. Sono finiti in carcere, lui a Marino del Tronto, lei a Teramo. Per la Procura sarebbero loro i due killer che quella mattina hanno raggiunto Cianfrone mentre stava correndo, come faceva spesso, lungo la pista ciclopedonale di Spinetoli che si sviluppa parallela al fiume Tronto. 

Ex carabiniere ucciso, forse il killer è una donna

Due persone sono state viste in zona e una ragazza ha assistito all'omicidio, vedendo una figura sparare quattro colpi contro la vittima, dirigersi poi verso una moto dove ad attenderla c'era il complice e insieme sono fuggiti via per le vie che incrociano la ciclabile. Un'altra donna ha riferito di aver visto i due fuggire e ha descritto la persona alla guida della moto come robusta e quella dietro più esile. Ha sospettato che fosse una donna poiché ha visto un ciuffo di capelli spuntare dal casco integrale. In base a queste testimonianze potrebbe essere stata la donna a sparare materialmente. Cianfrone era molto conosciuto anche per i suoi trascorsi
professionali. Fino al 2015 era vice comandante della stazione di Monsampolo del Tronto, ma era stato sospeso dal servizio per il coinvolgimento in un'inchiesta per concussione, finendo sotto processo, ancora in corso.

 

Dall'analisi del traffico telefonico  dei cellulari è stata riscontrata la presenza dei coniugi Spagnulo sulla scena del crimine in orario compatibile con
l'omicidio. Alle indagini hanno contribuito anche la Squadra mobile e la Guardia di Finanza. Quest'ultima in particolare ha  messo a disposizione hardware e software per l'analisi di
apparati informatici e le proprie competenze per gli accertamenti patrimoniali.
La famiglia Spagnulo risiede a Spinetoli da molti anni.  Giuseppe è operaio presso il Comune, la moglie è casalinga. Nel loro garage è stata sequestrata nei giorni scorsi una moto che
si sospetta sia quella usata per l'omicidio. In sella ad una Kawasaky nel 2009 morì il loro figlio maggiore. Il responsabile,  un autista delle Poste italiane, è stato condannato e la famiglia risarcita, anche se un'ulteriore richiesta di danni pende in sede civile. Ma Cianfrone non ha comunque mai indagato su quell'incidente mortale. 

Ultimo aggiornamento: 16:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA