Bimba morta, era caduta dalle braccia del padre

Bimba morta, era caduta dalle braccia del padre
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Lunedì 22 Gennaio 2018, 10:01

La morte della bambina di soli tre mesi di vita di Pescasseroli, al momento, sarebbe riconducibile a un incidente domestico. Sembrano escluse le ipotesi di maltrattamento. Dopo l’esame autoptico, che avrebbe riscontrato un trauma cranico importante tanto da determinare una emorragia interna, gli inquirenti della Procura di Avezzano, hanno interrogato i suoi genitori. Dal racconto del padre Giorgio Ferni, 27 anni, originario di Pontecorvo, è emerso che la piccola è caduta accidentalmente sul pavimento della stanza da letto, battendo la testa. Poi, preso dal panico, non sarebbe riuscito a raccontare da subito la vera versione dei fatti, alla sua compagna  di 25 anni. «Non sapevo come dirlo, soprattutto a mia moglie, per questo ho mentito- afferma Giorgio Ferni- ho avuto paura anche delle ritorsioni, ma tanto non si poteva salvare perché i medici hanno detto che non c’era nulla da fare, sarebbe in ogni caso morta. Non si poteva intervenire in nessun modo. Io mi sento in colpa, ma ho fatto il possibile. Purtroppo è un attimo».

Ferni ripercorre la giornata del 17 gennaio, giorno in cui perse la vita sua figlia. «Ero solo in casa con la bambina. La portavo in braccio. Il tempo di girarmi per prendere la bottiglia del latte con la mia mano destra, e lei ha fatto un movimento brusco con la testa all’indietro, scivolando dalle mie braccia e cadendo a terra. Poi l’ho messa sul letto ed visto che qualcosa non andava. Faceva fatica a respirare. Ho telefonato alla mia compagna, ed insieme ci siamo subito recati al Distretto Sanitario di Pescasseroli». Giorgio Ferni ha voluto rimarcare il fatto di essersi tatuato sul braccio, il nome della moglie e della figlia, a dimostrazione del grande amore che prova nei loro confronti. «Ci sono persone, sicuramente quelle più sensibili, che hanno capito il mio dramma. Altre invece, sui social, mi hanno insultato con frasi davvero cattive».
 

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