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Bidella impiccata: Annamaria morta per asfissia traumatica

Bidella impiccata: Annamaria morta per asfissia traumatica
di Walter Berghella
3 Minuti di Lettura
Venerdì 22 Luglio 2022, 08:30

Resta irrisolto il giallo sulla morte della collaboratrice scolastica Anna Maria D'Eliseo, 60 anni, di Lanciano, trovata morta venerdì nel garage - cantina della villa di famiglia in località Iconicella. L'autopsia, effettuata ieri all'ospedale di Fermo, non è riuscita a dirimere compiutamente le cause del decesso avvenuto per asfissia traumatica. Saranno necessari altri esami strumentali e di laboratorio, tra cui quelli tossicologici ed istologici, dopo il prelievo di frammenti di pelle dal collo da analizzare a Chieti. Responso in 60 giorni.

Dunque nessuna pronuncia del consulente della procura di Lanciano, il medico legale Cristian D' Ovidio dell'università di Chieti, che aveva al fianco i periti di parte Riccardo Di Tanna, di Vasto, per il marito Aldo Rodolfo Di Nunzio, 70 anni, presuntivamente accusato di omicidio volontario, e dei cinque figli che hanno nominato lo specialista Ildo Polidoro, di Pescara. Allo stato non si può dire ancora nulla, ma non si chiude nessuna porta si dice. Va ulteriormente approfondita la dinamica del triste e luttuoso evento e la situazione è molto complessa. Sarebbero emersi sia elementi che portano al suicidio che quelli che darebbero conto di omicidio. L'esame irripetibile si è concentrato esclusivamente sul collo della vittima, dove in una prima ispezione cadaverica esterna sarebbe stata notata una necrosi. La compatibilità delle lesioni potrebbe riportare a galla pure l'ipotesi del gesto autolesionista da parte della sfortunata donna, ma non si è potuto escludere neppure l'omicidio.


Anche gli investigatori dei carabinieri dovrebbero presto tornare nella cantina, sequestrata, per continuare a scandagliare ogni centimetro per trovare altri elementi utili a chiarire questo mistero, che da un lato farebbe restare forte il dolore per la scelta volontaria di una donna amatissima come Anna Maria, dall'altro non proseguire a sospettare il marito come il presunto mostro che ha agito con violenza contro di lei, tanto da essere indagato dai pm della procura frentana, Serena Rossi e Francesco Carusi. Sull'ipotesi suicidio va meglio capito come e dove si è impiccata la donna, che aveva fili elettrici attorno al collo, e, soprattutto, nessun gancio sarebbe stato trovato.

Dinamica dell'evento che va assolutamente chiarita rispetto a quanto visto e repertato sul posto dai carabinieri. Dunque all'ospedale di Fermo ieri non è stato possibile sciogliere nessuna riserva. Al nosocomio marchigiano sono giunti anche il marito Aldo Rodolfo, difeso dall'avvocato Claudio Nardone, e i figli Nunzio, Loana, Josephine, Giuseppe, Alnadona, parti lese patrocinati dall'avvocatessa Elisabetta Merlino. I familiari di Anna Maria avrebbero voluto vederla per l'ultima volta, ma non è stato possibile. Bara sigillata per via della positività della salma al covid - 19. E' molto probabile che le esequie della stimata collaboratrice scolastica possano avvenire in forma strettamente privata. Il quadro probatorio al momento dà conto del marito che trova la moglie presuntivamente impiccata, la depone a terra per tentare di salvarla, quindi allerta i soccorsi chiamando i carabinieri, alle 13.08. Punto dolente rimane dove e come si è tolta la vita. Le parti coinvolte a questo punto attendono di capire come sarà orientato il prosieguo dell'indagine. L'aspetto scientifico resta necessario per comprendere cosa abbia prodotto ad Anna Maria la perdita irreversibile delle funzioni vitali, cardiaca, respiratoria o nervosa a seguito di asfissia.
 

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