Batterio nell'acqua, centinaia di gastroenteriti in Abruzzo. «Vietato bere dal rubinetto, non è potabile»

Tra i residenti di San Valentino in Abruzzo Citeriore, paesino di 1.900 abitanti del Pescarese, più del dieci per cento della popolazione colpito da sintomi quali dissenteria, vomito e febbre.

Batterio nell'acqua, centinaia di gastroenteriti in Abruzzo. «Vietato bere dal rubinetto, non è potabile»
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Martedì 12 Ottobre 2021, 20:17 - Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre, 15:12

Oltre 200 casi di gastroenteriti, nel giro di tre giorni, tra i residenti di San Valentino in Abruzzo Citeriore, paesino di 1.900 abitanti del Pescarese. Più del dieci per cento della popolazione colpito da sintomi quali dissenteria, vomito e febbre. I casi salgono a circa 250 considerando anche una ventina di episodi nella vicina Scafa (Pescara). All'origine dell'emergenza c'è la presenza di un batterio termoresistente, il Clostridium perfringens, nell'acqua potabile, come emerso dalle analisi della Asl.

Infezioni gastrointestinali, almeno 200 casi a San Valentino (Pescara): dopo malori, febbre e dissenteria le analisi Asl

Batterio nell'acqua, dissenteria e vomito per centinaia di persone

I primi casi si registrano domenica scorsa. Man mano i numeri aumentano, fino ad arrivare a una cinquantina in serata. Tra le ipotesi si fa subito strada quella dell'acqua potabile e vengono eseguite le analisi, sia da parte del Comune, gestore dell'acquedotto in questione, sia da parte della Asl di Pescara. Oggi, quando i casi sono oltre 200, arrivano i risultati di quegli accertamenti, da cui emerge la presenza di un batterio termoresistente. Inutile, quindi, l'invito alla cittadinanza di usare l'acqua solo previa bollitura. Così, nel pomeriggio, ricevuti i risultati delle analisi, il sindaco firma un'ordinanza che dispone il «divieto di qualsiasi utilizzo dell'acqua a scopo alimentare, anche se bollita, perché non potabile, in tutto il territorio del comune, con decorrenza immediata e fino alla revoca».

Gli accertamenti dell'Asl di Pescara

Dagli accertamenti, fa sapere infatti la Asl di Pescara - che ha disposto anche coprocolture a campione sui pazienti - sono emersi «valori non compatibili (presenza di batteri coliformi e di batterio Clostridium Perfringens)». Il Comune, che attraverso la Protezione civile aveva già organizzato un servizio di consegna di farmaci e acqua in bottiglia a domicilio, in queste ore sta predisponendo anche un servizio di distribuzione di acqua potabile.

Ma le polemiche non si fanno attendere. «Il sindaco e l'amministrazione - dice il gruppo consiliare di opposizione "Solo passione" - si assumano le loro responsabilità ammettendo il fallimento su tutti i fronti. Si autosospendano dall'incarico e affidino alla protezione civile regionale il governo dell'emergenza». Nel sottolineare che «troppo tempo è passato, si doveva e si poteva intervenire subito», i consiglieri affermano che sindaco e amministrazione ora «si devono preoccupare di rimborsare i cittadini che hanno subito danni fisici, economici e morali». Per l'opposizione, infatti, «siamo alla vigilia di un maxi danno economico. La competenza dell'acqua è in capo all'amministrazione e la responsabilità è del sindaco. Il danno d'immagine è enorme e difficilmente sanabile» concludono.

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