Bper, allarme rosso: chiusura per tredici filiali in Abruzzo

Bper, allarme rosso: chiusura per tredici filiali in Abruzzo
di Alessia Centi Pizzutilli
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Venerdì 20 Maggio 2022, 09:35

L'AQUILA - Ennesima doccia gelata per l'Abruzzo: il gruppo Bper ha annunciato la chiusura di tredici filiali su tutto il territorio regionale. A lanciare l'allarme è la Uilca regionale, la federazione dei bancari della Uil, che in una nota parla di una scelta «incomprensibile».

La decisione, arrivata a pochi mesi dall'ultima sforbiciata di oltre 100 filiali in tutto il Paese, rischia di avere effetti importanti sui territori più fragili, per le aree montane e per i piccoli Comuni. «Dopo le vicende della Banca Popolare di Bari - commenta la segreteria regionale Uilca - che ha impoverito intere aree interne dell'Abruzzo in termini di presenza degli sportelli suscitando l'opposizione delle amministrazioni locali, delle associazioni di categoria, dei sindacati e dei cittadini, ed in attesa di quello che sarà il piano di salvataggio di Monte Paschi Siena, che minaccia di seguire la stessa strada, in questi giorni la Bper Banca spa (azienda che ci risulta sana e quindi non affetta dalle problematiche che hanno zavorrato e purtroppo zavorrano le due precedenti), comunica la chiusura di tredici filiali sul territorio abruzzese con una incidenza allarmante sui piccoli centri e le aree interne dove sarebbe particolarmente necessaria una presenza della filiale con personale bancario».

Il primo punto sul quale i sindacati pongono attenzione è «la ricaduta negativa sui livelli occupazionali, ricaduta in ordine alla mobilità ed alla professionalità» che per la Uilca Abruzzo «non possono essere derubricate come conseguenze inevitabili dei nuovi scenari economici ma vanno gestiti con lungimiranza».

Il «lento abbandono» del territorio abruzzese per la Uilca «risulta ancora più incomprensibile considerando la presenza di importanti realtà, quali i presidi industriali (Val di Sangro), portuali (Giulianova, Pescara), tessili (Val Vomano), agricoli (Valle del Fucino), del turismo e non ultimo l'ampio cratere di ricostruzione post terremoto de L'Aquila». Tra i danni collaterali di tale politica registrano «l'instaurarsi di un circolo vizioso che porta con sé demotivazione lavorativa. Per di più, a fronte di tante uscite non si vede un corrispettivo soddisfacente in termini di nuova occupazione e di ricambio generazionale ma, invece, siamo in presenza molto spesso di assunzioni temporanee di giovani, alle quali assunzioni temporanee non fa seguito un consolidamento». Per questo la Uilca Abruzzo «non accetta tale impostazione e vigilerà sensibilizzando l'opinione pubblica».

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