Il figlio dell'avvocato Giancarlo De Marco ferito e rapinato del Rolex davanti al Tribunale di Roma

Il figlio dell'avvocato Giancarlo De Marco (con la camicia bianca) ferito e rapinato del Rolex davanti al Tribunale di Roma
di Alessandra Di Filippo
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Mercoledì 12 Maggio 2021, 09:49

Avventura da incubo, lunedì, per un praticante avvocato di Pescara, Jacopo De Marco, 26 anni, ferito con un coltello a serramanico e rapinato dell’orologio Rolex del valore di oltre 15 mila euro in piazzale Clodio a Roma proprio davanti al Tribunale, in cui si stava recando con il padre, il noto penalista Giancarlo De Marco, per un’udienza. Nel tentativo di difendersi, il giovane professionista ha riportato un taglio alla mano destra, medicato con sei punti di sutura. A raccontare quei terribili momenti è il papà. «Quello che stupisce di più – sottolinea l’avvocato De Marco – è che il tutto è avvenuto in pieno giorno, alle 9.30, in una strada trafficata. Al momento della rapina, io ero già in Tribunale. L’ho saputo poco più tardi quando ho chiamato mio figlio per avvisarlo che l’udienza non sarebbe iniziata subito. Lui mi ha detto “Papà sono stato rapinato”. Proprio perché c’era tanto traffico ed era difficile trovare un parcheggio, - spiega il legale -, per non rischiare di fare tardi mi ero intanto avviato, lasciando che mio figlio trovasse un posto auto libero. Dopo qualche istante, quello che non ci saremmo mai aspettati. Dopo aver parcheggiato, Jacopo ha visto un uomo vestito di scuro e con una mascherina nera andargli incontro. Ha pensato al solito parcheggiatore abusivo, ma come ha infilato la mano in tasca per dargli un euro, questa persona gli ha puntato contro un coltello con lama di 12 centimetri. Voleva portafogli, telefonino e Rolex. Mio figlio ha provato a reagire, ma è stato colpito alla mano. A quel punto è stato costretto a lasciare il Rolex. A pochi metri c’era una persona che ha assistito a tutto senza dire nulla. Era il complice. Ottenuto ciò che volevano, i due sono fuggiti.

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Alcuni passanti hanno subito allertato i carabinieri. Appena li ha visti arrivare, Jacopo è andato loro incontro, spiegando nel dettaglio ciò che gli era successo. Proprio mentre stava parlando con loro, ha visto passare in macchina il suo accoltellatore con l’altra persona. Li ha quindi indicati ai carabinieri. Poi ne è nato un inseguimento, anche a piedi, al termine del quale i due sono stati catturati». A finire in manette, due pregiudicati romani, Stefano Palmucci e Biagio Napoli, di 37 anni e 60 anni. Nella loro auto, i carabinieri hanno trovato il coltello a scatto. Nessuna traccia, invece, del Rolex, gettato durante la fuga o forse consegnato ad un altro complice. «Più che scioccato - dice De Marco - mio figlio è molto dispiaciuto. Quell’orologio per lui significava tanto». 

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