ABRUZZO

Autostrade A24 e A25: fallisce la trattativa con Anas, ma Strada dei Parchi congela l'aumento dei pedaggi

Martedì 1 Gennaio 2019
Autostrade A24 e A25: fallisce la trattativa con Anas, ma Strada dei Parchi congela l'aumento dei pedaggi

L'AQUILA - Strada dei Parchi, la società concessionaria delle autostrade A24 e A25, «ha deciso di sospendere fino al 28 febbraio 2019, gli aumenti delle tariffe di pedaggio approvati dal Ministero alla fine del 2017 e quelli maturati per l'anno 2019 ai sensi della convenzione unica vigente». Lo rende noto la società sul proprio sito internet sottolineando Strada dei Parchi «ha responsabilmente assunto, in fiduciosa attesa che il Governo trovi una adeguata soluzione normativa, pur avendo dovuto prendere atto con rammarico delle ingiustificate pretese di Anas che per concedere il posticipo delle rate del corrispettivo dovute quale prezzo per gli anni 2017 e 2018 esige un tasso di interesse del 6% annuo al posto del tasso legale stabilito ope legis in un precedente caso analogo, e tanto nonostante gli inviti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti suo controllante». La società ritiene «che sia necessario avviare già dal prossimo 7 gennaio un tavolo con il Ministero ed Anas che consenta di risolvere il problema in termini ragionevoli». Strada dei Parchi è fiduciosa «che il Ministero la possa mettere al più presto nella possibilità di sottoscrivere il nuovo »Piano economico e finanziario«, in modo da affrontare risolvere in via definitiva la questione degli adeguamenti tariffari, che auspica siano oltremodo contenuti».

IL MINISTERO - «In merito alla sterilizzazione degli aumenti tariffari 2018 e 2019 sulle autostrade A24 e A25, il Ministro Danilo Toninelli e i suoi uffici hanno impegnato fino agli ultimi giorni dell'anno per individuare una soluzione che evitasse lo spropositato aumento di oltre il 18% sui pedaggi dal 1 gennaio 2019 con il concessionario Strada dei Parchi». Lo afferma il Ministero delle Infrastrutture (Mit). «Nonostante la disponibilità del Mit, non è stato raggiunto un accordo a fronte della reiterazione di pretese che il gestore sapeva e sa non essere accettabili e si è dunque proceduto con decreto interministeriale per sterilizzare, almeno fino alla fine giugno, gli aumenti dei pedaggi: sia quello del 12,89% previsto per il 2018 sia quello del 5,59% che sarebbe dovuto scattare domani. Questi rincari sono il frutto del mancato raggiungimento, per i 5 anni della precedente legislatura, di una soluzione strutturale sulla concessione, che adesso invece il Ministero sta perseguendo fattivamente, da ultimo attraverso l'interessamento diretto della Commissione Ue».

 

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