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Teramo, furbetti del cartellino: medico assolto

Teramo, furbetti del cartellino: medico assolto
di Teodora Poeta
2 Minuti di Lettura
Venerdì 7 Febbraio 2020, 12:16

A distanza di sei anni dall’inizio delle indagini su presunti casi di assenteismo al distretto sanitario di Atri, è stato assolto in primo grado - «perché il fatto non sussiste» - l’allora responsabile del distretto, il dirigente medico Salvatore Prosperi, 66 anni, oggi in pensione, l’unico ad essere finito a processo per truffa e falso, difeso dall’avvocato Enzo Formisani. Un’inchiesta (pm Andrea De Feis) dalla quale uscirono con un’archiviazione nove tra medici e amministrativi indagati, mentre Prosperi è stato accusato per quattro giornate di lavoro e già all’epoca, come spiega il suo difensore, «non si riuscì a dimostrare dov’era stato». Ma al dibattimento si è riusciti a provare che Prosperi, accusato di essere un furbetto del cartellino, non avrebbe avuto alcun profitto da quel comportamento avendo «un flusso orario non pagato poiché dirigente medico».

Inizialmente la Procura era convinta che «all’interno del distretto sanitario di base di Atri ci sarebbe stato un sistema scorretto circa l’utilizzo del badge da parte dei dipendenti» che tuttavia non ha dato prova «portasse in conclusione a un danno per l’azienda sanitaria, mancando elementi inconfutabili circa l’assenza dal servizio delle persone che si deve ritenere - verosimilmente - sfruttassero l’azione dei colleghi solo per evitarsi il passaggio all’uscita». In quanto a Prosperi, avrebbe fatto «risultare la sua presenza sul posto di lavoro in orari diversi in cui si allontanava senza usare il badge, smarcando l’uscita in orario successivo, traendo in inganno l’ente pubblico erogatore degli emolumenti che liquidava somme non dovute». Alla fine però è stato lo stesso pm a chiedere che venisse assolto.

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