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Appalti Asl, spuntano anche le tangenti per le mascherine

Appalti Asl, spuntano anche le tangenti per le mascherine
di Stefano Buda
3 Minuti di Lettura
Venerdì 17 Giugno 2022, 08:13

Inizieranno nella giornata di oggi gli interrogatori delle cinque persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione degli appalti sanitari a Pescara. I primi a comparire davanti al gip Antonella Di Carlo saranno, questa mattina, il factotum di Marinelli, Vincenzo Canonico e l’imprenditore frentano Fabio Tonelli. Lunedì mattina sarà la volta dei due funzionari della Asl, Tiziana Petrella e Antonio Verna, mentre mercoledì mattina toccherà alla figura chiave dell’inchiesta: l’imprenditore pescarese Vincenzo Marinelli. Dalle prime indiscrezioni trapelate appare però altamente probabile che tutti gli indagati si avvalgano della facoltà di non rispondere. Una linea difensiva praticamente scontata nel caso di Petrella, alla luce del fatto che il suo legale ha presentato istanza al tribunale del riesame.

D’altronde i collegi difensivi, considerata l’imponente mole documentale raccolta dal sostituto procuratore Andrea Di Giovanni, necessitano di tempo per elaborare le rispettive strategie. Questa mattina, in ogni caso, si avranno le prime indicazioni. Quasi certamente la linea difensiva di Canonico, legatissimo a Marinelli, ricalcherà le scelte difensive di quest’ultimo: di conseguenza la probabile scena muta potrebbe risultare anticipatoria e rivelatrice dell’approccio difensivo di Marinelli. Difficilmente, dunque, sarà possibile entrare nel merito delle accuse e ottenere chiarimenti sui cinque appalti della Asl, per un valore complessivo di 35 milioni, che a giudizio della Procura sarebbero al centro di uno schema corruttivo. Al riguardo proprio il tuttofare Canonico – stando alla ricostruzione accusatoria – sarebbe uno degli emissari che avrebbe versato tangenti, per conto di Marinelli, a Tiziana Petrella. Più incerte le previsioni sulla linea difensiva dell’imprenditore Fabio Tonelli, l’altro indagato che comparirà davanti al gip questa mattina.

La posizione di Tonelli appare infatti meno ancorata al quadro dei consolidati legami incrociati che sembra caratterizzare i rapporti tra gli altri quattro arrestati. Secondo l’accusa Tonelli, in qualità di amministratore della Bioinnova di Lanciano, sarebbe riuscito ad ottenere l’affidamento di varie commesse per la fornitura di mascherine. In particolare i due funzionari della Asl avrebbero turbato una “procedura negoziata d’urgenza”, da circa 2 milioni di euro, in favore della Bioinnova. Petrella e Verna, secondo l’accusa, avrebbero avvisato preventivamente Tonelli “dell’imminente pubblicazione del bando” e Verna avrebbe fornito all’imprenditore frentano “informazioni privilegiate, ovvero i prezzi dei Dpi di un’altra azienda locale che avrebbe partecipato alla gara, in modo calibrare un prezzo in fase di offerta che gli consentisse l’aggiudicazione”.

Come contropartita Petrella avrebbe ottenuto “il pagamento delle spese di partecipazione a un corso del Politecnico di Milano” e Verna “la promessa del pagamento del corrispettivo quantificato in 0,10 centesimi per ogni mascherina venduta, per un valore di 10.500 euro”, più ulteriori bonus. Peraltro Tonelli, dopo essersi aggiudicato la gara, avrebbe fornito alla Asl 20mila mascherine FFP2 non a norma, che furono successivamente sequestrate da Nas e Guardia di Finanza. Nonostante ciò i due funzionari sotto inchiesta “non assunsero iniziative tese alla risoluzione del contratto in precedenza stipulato al fine di non aggravare la posizione di Tonelli”. Stefano Buda

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