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Atomica, il senatore Razzi in Corea del nord: «Il mio amico Kim ha ragione»

Atomica, il senatore Razzi in Corea del nord: «Il mio amico Kim ha ragione»
di Saverio Occhiuto
2 Minuti di Lettura
Sabato 10 Settembre 2016, 15:45

PESCARA - La minaccia Nordcoreana che sta tenendo il mondo in apprensione è ancora una volta pronto a fronteggiarla lui, il senatore pescarese Antonio Razzi: «Ero da loro pochi giorni fa con una delegazione italiana composta da 12 persone, tra senatori e imprenditori. Siamo stati l'unica delegazione straniera ad avere accesso al nono congresso nazionale dei giovani che si è tenuto nello stadio della capitale, uno dei più grandi del mondo, con una capienza di 200mila persone».

Già, ma questi appena 48 ore fa hanno testato l'ennesimo ordigno nucleare, una bomba potente quasi come quella di Hiroshima che ha causato un terremoto del 5. grado della scala Richter. Russia, Cina, Giappone e Stati Uniti sono su tutte le furie con il regime del suo amico Kim di Pyongyang. Come la mettiamo?

«L'ho intravisto stadio e ho parlato con il suo vice. Mi hanno detto: noi la bomba atomica non la useremo mai per attaccare. L'abbiamo costruita solo per difenderci. Io sono qui per mediare, ma una cosa va detta».

Prego.

«Quando ero da loro le agenzie dicevano che avevano ucciso il Ministro della Cultura, uno che io avevo visto il giorno prima. Allora gli ho detto alla mia maniera: ma che cavolo, svegliatevi, perché non rispondete a queste provocazioni?».

E loro?

«Niente, non rispondono».

Ma c'è sempre la storia della bomba, quella non è una invenzione. L'hanno sentita tutti.

«Cominciamo a eliminare un po' di questo embargo che li sta isolando da tutti. Dialoghiamo. Io sono completamente disponibile».

Un po' poco come scusa per minacciare il mondo con il nucleare?

«Scusate, ma la Francia cosa ha fatto? Quando doveva testare le sue armi nucleari nelle isole lo ha fatto senza chiedere il permesso a nessuno. Si sono fatti i cazzi loro. E la Francia sta nell'Europa e nella Nato. Nessuno però ha detto niente su questo».

Quanto giorni si è trattenuto in Corea del Nord?

«Una settimana, dal 26 agosto al 2 settembre. Ho portato con me anche alcuni imprenditori che erano interessati a fare qualche affare nel mercato asiatico. State tranquilli, i miei amici mi hanno assicurato: senatore, se non ci attaccano noi la bomba non la buttiamo».
 

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