Sehnaz disegna i sassi dell'Adriatico: «Dopo la malattia la stone art mi fa stare bene»

Sehnaz disegna i sassi dell'Adriatico: «Dopo la malattia la stone art mi fa stare bene»
di Bernardo D'Eugenio
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Sabato 3 Aprile 2021, 13:52 - Ultimo aggiornamento: 16:07

Un’esistenza vissuta prima all’insegna dello studio per l’archeologia e poi per la passione per il disegno, ma anche molto travagliata che solo da alcuni anni, ha trovato equilibrio e serenità nell’arte di dipingere sassi. Stile e raffinatezza estetica, sono i tratti principali di Sehnaz Bac, una signora turca di 58 anni, laureata in Archeologia, arrivata ad Alba Adriatica 19 anni fa per un forte trasporto affettivo verso il suo uomo: Artabano Forcellese (albense esperto di droni e informatica), conosciuto proprio nella sua città di provenienza, a Istambul.  La coppia è sposata sia in Turchia che in Italia.

«Sono arrivata -dice- nel vostro Paese per un colpo di fulmine che poi si è trasformato in vero amore. Non conoscevo una sola parola della vostra lingua e per un po’ di tempo l’unico modo per comunicare è stato l’inglese». La storia di Sehnaz Bac si può dividere in due periodi, quello vissuto in Turchia come archeologa e quello in Italia dove, purtroppo, insieme all’amore ha anche scoperto di avere una grave malattia. «Ho lavorato in Turchia per 20 anni- racconta la pittrice- in ricerche e scavi archeologici, poi nel 2002 sono arrivata ad Alba. Ho trascorso qualche anno felice, ma nel 2007 mi è stato diagnosticato un linfoma che mi ha costretto ad affrontare cure per circa 6 anni, con due trapianti di midollo osseo, all’ospedale di Ancona». Interventi che hanno lasciato complicanze, come la rara sindrome di Guh. «Mi sento una sopravvissuta -dice- che vive sempre in bilico, ma vado avanti con serenità e con i controlli medici periodici». 


A Sehnaz Bac, tale odissea sanitaria ha fatto riemergere il piacere, il gusto del disegno che già adoperava nella sua precedente professione per raffigurare e catalogare gli oggetti rinvenuti negli scavi archeologici. «Dopo i trapianti -prosegue l’artista- non potevo più svolgere una vita normale. Facevo lunghe passeggiate in riva al mare, raccogliendo conchiglie e sassi e così mi è venuta voglia di pitturarli. Pennelli, colori, inchiostri acrilici oggi mi fanno stare bene». L’aspetto più incredibile è che Sehnaz Bac è molto più conosciuta in America, a New York, città in cui nelle librerie campeggiano i suoi 8 libri sulla “ Stone Art”, pubblicati da case editrici della “Grande Mela” e di Minneapolis, tradotti in tedesco, ungherese e cinese. «Non avrei mai immaginato -dice ancora oggi meravigliata- un simile successo. Ho iniziato per diletto, mentre adesso è diventata una professione». Gli apprezzamenti fioccano su tutti i social, al nome della pagina “I sassi dell’Adriatico by Sehnaz Bac”. Un’artista gentile e mite che sui sassi stilizza fiori, uccelli, cerchi mandala, imprimendo il suo tratto unico, che ha venduto migliaia di opere anche all’estero.
 

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