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Invalido e malato vive in un tugurio. «Aiutatelo a trovare un’abitazione, deve essere curato»

Invalido e malato vive in un tugurio. «Aiutatelo a trovare un abitazione, deve essere curato»
di Tito Di Persio
3 Minuti di Lettura
Giovedì 28 Luglio 2022, 15:32 - Ultimo aggiornamento: 15:33

Nell’indifferenza delle istituzioni, se pur più volte sollecitate dai cittadini, un 50enne invalido ad Alba Adriatica, in provincia di Teramo, vive da 5 anni in un tugurio tra ratti e sporcizia. Per un’ischemia cerebrale ha perso la parola ed ha tutta la parte destra del corpo semi paralizzata. Poi a causa di un’infezione gli sono state amputate le dita di un piede. Al momento gli unici che se ne occupano sono alcuni albensi di buon cuore che portano da mangiare, ma siccome le sue condizioni di salute stanno peggiorando, perché il casolare abbandonato dove vive non ha né luce e né acqua, sono seriamente preoccupati che la situazione possa precipitare da un momento all’altro.


«Dovrebbe anche fare delle terapie farmacologiche extra ospedaliere dopo l’ultimo intervento, ma le condizioni di disagio non lo consentono. Le istituzioni devono intervenire. È impensabile che nel 2022 una persona venga lasciata in queste condizioni», afferma Francesco Marcelli, il titolare del forno Pane e Caffè di Alba Adriatica che da anni cerca di sostenere l’uomo come può. E poi racconta che Gaburici Vasile, Giampaolo per gli amici, di origine romena, faceva il muratore e viveva in maniera normale. Qualche anno fa ha avuto un incidente con la bici che l’ha reso invalido ed ha perso il lavoro. Poi terminati tutti i soldi risparmiati ha dovuto lasciare la casa che aveva in affitto e si è rifugiato in questa catapecchia abbandonata. Ma comunque, con tutti i disagi, conduceva una vita quasi dignitosa. Nel 2020, proprio all’inizio della pandemia, il clochard ha avuto una prima ischemia, poi seguite da altre due, che gli hanno paralizzato tutta la parte destra del corpo e tolto la parola. Dimesso dall’ospedale, con tutte le difficoltà della mobilità, è dovuto ritornare nel tugurio. Alcuni mesi ha preso un’infezione: i sanitari hanno deciso per l’amputazione delle dita di un piede. Dopo questa operazione, il tribunale di Teramo ha nominato per lui un tutore e amministratore, l’avvocato Giampaolo Fagotti. Il legale dice: «Recentemente sono stati fatti dei sopralluoghi del sindaco e dell’assistente sociale. È stata prodotta una relazione psichiatrica del Csm di Giulianova, che però non vede la necessità di un trattamento sanitario obbligatorio». Poi il suo tutore dice che a causa di alcuni problemi burocratici si trova in un «cul-de-sac». All’uomo è scaduta la tessera sanitaria nel 2013 e non avendo una dimora fissa i dipendenti del comune non possono rinnovarla, stessa cosa per gli altri documenti che lo porterebbero ad aver diritto ai vari sostegni che lo Stato mette a disposizione per la categoria delle persone disagiate.

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