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Caso acqua, il sindaco: «Provvedimento precauzionale, c'è chi ha fatto sciacallaggio politico»

Polizia fuori da un supermercato
di Stefano Dascoli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 07:48 - Ultimo aggiornamento: 08:38

L'AQUILA - È stata revocata l’ordinanza sindacale con cui, nel tardo pomeriggio di oggi, in parte del territorio del Comune dell’Aquila è stato proibito l’uso potabile dell’acqua a causa della presenz  di tracce di Toluene segnalate, un diluente per vernici, dalla società Gran Sasso Acqua. 

In serata si è riunita per due volte, la prima in videoconferenza la seconda in presenza a Palazzo Fibbioni, l’unità di crisi comunale a cui hanno preso parte rappresentanti di Regione, Gsa e Asl oltre a dirigenti e tecnici comunali.  

“Il provvedimento era stato adottato in via del tutto precauzionale, in attesa delle controanalisi effettuate in un laboratorio certificato di Teramo, in rapporto di convenzione con Gsa, che hanno dato esito negativo. Si è trattato di un falso allarme, che, comunque, non abbiamo sottovalutato come accaduto in tutte le situazioni di crisi sin qui affrontate, a partire da quella sanitaria legata alla pandemia. – spiega il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha presieduto la riunione dell’unità di crisi – Quando nel 2017, sul versante teramano, si verificò un episodio analogo con valori, all’epoca, di circa trenta volte inferiori rispetto a quelli rilevati nella giornata odierna, furono registrate decine di segnalazioni rispetto al cattivo odore dell’acqua. Circostanza che oggi non è stata segnalata. Non vi è, soprattutto, alcun pericolo per la salute di quanti hanno ingerito acqua prima dell’emanazione dell’ordinanza: l’acqua che è stata analizzata, infatti, era stata stoccata e non immessa nella rete idrica. L’acqua ingerita, pertanto, non era assimilabile a quella del campione esaminato ma, sempre in virtù di un sacrosanto principio di cautela, l’erogazione idrica è stata interrotta in alcune zone della città per evitare un consumo inconsapevole rispetto al provvedimento di non potabilità della risorsa idrica”. 

“Qualora, al contrario, fosse stata confermata una situazione di emergenza era già pronto il provvedimento di attivazione del Coc e il coinvolgimento della Protezione civile per garantire che un bene essenziale fosse garantito alla comunità”. 

“Ciò detto stupisce, anzi inorridisce, lo sciacallaggio politico di chi ha inteso speculare politicamente su una vicenda così delicata e su un tema così sensibile come la salute pubblica - ha tuonato Biondi - Prima di assumere determinazioni che affiancassero quelle già adottate con l’ordinanza abbiamo atteso l’esito delle analisi, giunto dopo la mezzanotte, affinché vi fosse un quadro completo della situazione. Qualcun altro, di una parte politica ben definita, ha preferito soffiare sulle paure e le inquietudini delle persone”. 

Gran Sasso Acqua ha fatto sapere che a seguito dei monitoraggi delle analisi sulla sicurezza della qualità dell’acqua,  gli ultimi risultati ottenuti sono ampiamente al di sotto dei limiti di legge. 
In particolar modo la presenza del toulene risulta 0.5 a fronte di un parametro stabilito dalla norma in un massimo di 15. 

"Gran Sasso Acqua - recita una nota - è stata presente con il presidente Alessandro Piccinini al tavolo dell’Unità di crisi aperto nella sede del Comune in caso di emergenza, ha attivato il protocollo di sicurezza previsto in questi casi e ha garantito all’utenza la sicurezza della potabilità delle acque che gestisc".

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