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Abusi sulle studentesse, il prof indagato: «Contro di me una caccia alle streghe»

Abusi sulle studentesse, il prof indagato: «Contro di me una caccia alle streghe»
di Teodora Poeta
3 Minuti di Lettura
Venerdì 8 Aprile 2022, 08:22

L'inchiesta giudiziaria del professore teramano di Scienze di 54 anni, arrestato martedì per presunte molestie e violenza sessuale su minori, si sposta davanti al Tribunale del Riesame. A parlare è il difensore del docente, l'avvocato Vincenzo Di Nanna, che dice: «Nel momento in cui si ritiene sufficiente la parola di alcuni minorenni per mandare agli arresti un uomo, quando i fatti contestati sarebbero avvenuti in aula durante le lezioni e persino alla presenza degli insegnanti di sostegno che nulla hanno visto o sentito, ci si trova nella stessa situazione dei processi celebrati nel 600 di caccia alle streghe, come quello di Salem in cui l'innesco di un pericoloso meccanismo di suggestione fanciullesca fece perdere la vita a persone innocenti o, come nella concreta fattispecie, ha distrutto la vita di un uomo buono e onesto».

Secondo il legale, insomma, le accuse lanciate dalle tre ragazze al professore andrebbero pesate ancora di più proprio per la loro giovane età. Eppure Paola (nome di fantasia di una delle tre presunte vittime) è una ragazza che nonostante i suoi 14 anni, ha ponderato la sua decisione nata dal fatto che, come lei stessa ha detto: «Eravamo stanche del fatto che quel prof continuasse a girare per la scuola e così abbiamo raccontato tutto a due insegnanti». Il difensore del docente chiede la massima cautela: «Da un lato sono stati violati con l'uso (o abuso?) della spettacolare misura cautelare diritti fondamentali dell'accusato, dall'altro è stata gravemente turbata la serenità dell'ambiente scolastico, tanto più davanti ad accuse così gravi che imporrebbero la massima cautela». Di Nanna ha anche fatto sapere che in fase di interrogatorio di garanzia l'insegnante non si avvarrà della facoltà di non rispondere, ma «offrirà ogni chiarimento richiesto».

Immediata è stata la reazione della presidente del Coordinamento codice rosso, Adele Di Rocco, che ha definito «terribili» le dichiarazioni del difensore del professore di Scienze. A tal proposito Di Rocco si domanda «perché delle studentesse dovrebbero mentire affrontando un processo dove verranno ascoltate e dovranno fornire degli elementi di fatto per sostenere l'accusa di stupro? Perché l'uomo che è accusato di stupro viene elogiato per il ruolo che riveste definendolo buono?. Fortunatamente aggiunge - disponiamo di un ordinamento giuridico formato da norme e leggi in cui auspichiamo la verità e la giustizia e il pronto intervento del garante dell'infanzia».


A descrivere nei particolari cosa succedeva in classe è stata proprio Paola, lei vittima di molestie. «Le due insegnanti di sostegno che stavano in classe da noi avevano sempre da fare con i propri ragazzi bisognosi e lui in questo senso è stato scaltro: parlava a bassa voce e quando toccava, si guardava bene dal farlo senza farsi vedere». Al docente viene contestato di aver palpeggiato una 15enne e di essersi strusciato su un'altra ragazzina, ma anche di aver usato in classe frasi moleste del tipo: «Dovrebbero riaprire i forni crematori». Quanto di più lontano da c'è dall'insegnamento, al di là di qualsiasi accusa penale.
 

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