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Volpe torturata e uccisa: scatta l’allarme rosso nel Parco. Il sindaco: «Gesto di uno squilibrato»

Volpe torturata e uccisa: scatta l allarme rosso nel Parco. Il sindaco: «Gesto di uno squilibrato»
di Sonia Paglia
3 Minuti di Lettura
Domenica 30 Gennaio 2022, 10:31 - Ultimo aggiornamento: 10:58

L’associazione Lndc, Animal Protection, cerca di dare un volto e un nome a colui che si è reso responsabile di un delitto efferato, nei confronti di un animale protetto. L’associazione si riferisce al ritrovamento, fuori dall’area protetta, di un esemplare di volpe, uccisa e appesa a un albero, dopo aver subito, verosimilmente, alcune torture. A scoprire la carcassa, una donna, che stava passeggiando con il suo cane. La scena, a dir poco raccapricciante è stata fotografata. Da qui, la segnalazione ai carabinieri forestali e alle guardie del Parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise. Lo sdegno sui social.

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L’associazione, nel presentare denuncia contro ignoti, ha chiesto la collaborazione dei cittadini, per identificare i responsabili, ritenuti soggetti pericolosi per tutti e da punire adeguatamente. «Chiunque abbia compiuto questo gesto di violenza - afferma Piera Rosati presidente dell’associazione Animal Protection - è una persona vigliacca e crudele, che rappresenta un pericolo per tutta la comunità. Il paese è in subbuglio per quello che è successo e tutti sono sconvolti dalla brutalità di questa uccisione. Il nostro team legale è già al lavoro per sporgere denuncia verso ignoti, ma auspichiamo che le indagini compiute dai carabinieri e dalle guardie del Pnalm, possano identificare l’autore».

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Per il sindaco di Villavallelonga, cittadini in provincia dell'Aquila,  Leonardo Lippa, si tratta del gesto di uno squilibrato. Esclude la mano di bracconiere. Tuttavia non tralascia l’ipotesi, di un clima politico teso, per via delle prossime elezioni amministrative. «Ci troviamo in una zona relativamente tranquilla, dove gli animali selvatici vengono lasciati alla loro vita - dichiara il sindaco - di sicuro il gesto è di uno squilibrato, da condannare fermamente. E non voglio pensare che si tratti di politica, per via delle comunali. Ricordo che in passato, sono state avvelenate quattro volpi con bocconi killer». 

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Antonio Liberatore, veterinario e componente del Tavolo Tecnico Patom, parla di una possibile avversione all’area protetta, ma anche di vendetta da parte di qualcuno, che avrebbe subito danni a pollai o allevamenti. E quindi, una volta catturato il responsabile, ovvero, la volpe, ha voluto infierire con tutta la rabbia. «E’ un gesto dimostrativo eclatante. Potrebbe trattarsi di maltrattamento di cadavere e non di animale vivo, cosa che sarebbe ancora più grave- spiega Liberatore-. Se si parla di sevizie, si può affermare soltanto con la necroscopia, che ci dirà se le lesioni dell’animale, erano in vita o post mortem».

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