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Discoteche in rivolta, i gestori: «Così ci fanno chiudere»

Discoteche in rivolta, i gestori: «Così ci fanno chiudere»
di Tito Di Persio
3 Minuti di Lettura
Martedì 18 Agosto 2020, 13:44 - Ultimo aggiornamento: 13:48

 «Dovreste capire quello che provo in questo momento dopo questa decisione di questi cialtroni al Governo» scrive sul suo profilo Facebook Donato Di Campli, titolare del “Supporter” hotel e discoteca di Fossacesia, in provincia di Chieti, subito dopo che il Governo ha deciso di chiudere le attivitò di ballo nelle discoteche e di rendere obbligatorie le mascherine nei luoghi del divertimento. Decisione presa di fronte all’aumento dei contagi (e dei ricoveri nelle terapie intensive, i cui numeri sono ancora bassi ma crescono da una decina di giorni). I gestori dei locali (la Silb Confcommercio, in particolare), comunque, hanno intenzione di ricorrere al Tar contro la decisione. «Due sono le questioni che ho da risolvere - si chiede Di Campli - Chi paga i fornitori per gli acquisti copiosi fatti ad inizio mese di beverage e altro? Cosa faranno tutti i miei dipendenti diretti ed indiretti che lavorano intorno al mondo Supporter? - conclude - Mi sapete dire leoni da tastiera e presunti politologi come devo fare considerato che l’80 % del fatturato è riferito al settore dance? C’è qualcuno che può delucidarmi?».


«Questo è il colpo di grazia per noi» afferma il titolare del Gattopardo Luigi Belletti. La sua vicenda è già finita sui tavoli del prefetto di Teramo e delle forze dell’ordine sempre a causa del Covid-19. A metà luglio il suo locale per assembramento era stato fatto chiudere per 20 giorno dal prefetto di Teramo. Dopo tre giorni di riapertura, con un’ordinanza comunale il sindaco di Alba Adriatica, Antonietta Casciotti, ne riaveva disposto la chiusura per altri dieci. Provvedimento subito impugnato per il ricorso al Tar. Lo stesso ne predispone la riapertura e dopo due giorni il governo lo fa richiudere. «Davvero non c’è pace per noi che lavoriamo nel settore dell’intrattenimento – deluso Belletti –. Adesso spero in un aiuto da parte dello Stato, altrimenti chiudo per sempre. Se non lavoro come faccio a pagare gli assegni dei miei dipendenti? Ho 102 persone che lavorano con me e tutti regolarmente assunti. Io stesso pago l’affitto per la discoteca. Mica ci hanno avvertiti prima. Si sono svegliati la mattina e ci hanno fatto chiudere. Punto. Questa è una specie di dittatura. Ma si rendono conto del danno che hanno creato con questo provvedimento? Detto questo spero che almeno diano subito un sostegno ai miei collaboratori. Ma oggi stesso, non tra sei mesi. La gente che lavora ha diritto di mangiare tutti i giorni come i politici».




Il Manakara Beach Club di Tortoreto, reduce da una anch’esso da chiusura di cinque giorni per assembramento prima di Ferragosto, si affida ad un post sui social per avvertire la clientela della sospensione.

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